Jessica Jones 1×02, "Sindrome da schiacciamento": la recensione
La nostra recensione del secondo episodio di Jessica Jones, intitolato "Sindrome da Schiacciamento"
Articolo a cura di Raffaele Caporaso di BadComics.it
Pur avendo avuto sin da subito il sentore che Kilgrave fosse tornato, sentore che ha generato in Jessica un panico così forte da farle meditare la fuga, la nostra si è subito data da fare per ritrovare la ragazza scomparsa: sembrava potesse esserci davvero il lieto fine in questa storia, fino a quando Hope, ricongiuntasi ai suoi genitori, non li ha brutalmente assassinati a colpi di pistola nell’ascensore del palazzo dove Jessica vive e lavora, rispettando i dettami di Kilgrave.
Nonostante il sensibile terrore che la protagonista prova, questa decide di rimanere a New York per cercare di sistemare una volta per tutte una spinosa questione che la tiene in scacco da molto tempo. Le conseguenze saranno da subito molto drammatiche, poiché Hope viene arrestata con l’accusa di duplice omicidio e la stessa Jessica viene interrogata nella centrale di polizia riguardo questo tragico evento.
Nella serie a fumetti Alias, non vi è alcun cenno all’amicizia tra Jessica e Patsy, la quale non appare nemmeno in una pagina: il rapporto che vediamo nella serie TV, però, non è altro che il corrispettivo di quello che la protagonista ha con Carol Danvers, alias Ms. Marvel/Capitan Marvel nei fumetti. Questa verrà sicuramente introdotta più avanti nell’Universo Cinematografico Marvel, dato che sarà la protagonista del lungometraggio Marvel Studios Captain Marvel.
A proposito del cast di supporto di Jessica Jones, abbiamo avuto modo di conoscere anche un altro curioso residente nel palazzo dove la protagonista abita: ci è stato presentato, infatti, Malcolm (Eka Darville), un giovane tossicodipendente al quale la protagonista sembra essere molto affezionata. Questo personaggio appare anche sulle pagine di Alias, anche se in una veste molto diversa da quella della serie TV: nel fumetto, infatti, Malcolm è un giovane studente e di etnia caucasica (anziché afroamericana) che ammira moltissimo Jessica per il suo passato come supereroina e che decide di sua sponte di farle da assistente.
Forse Jessica è riuscita finalmente a trovare uno dei pochi punti deboli di Kilgrave, se non l’unicoNel frattempo, le conseguenze dell’indagine della protagonista sulla donna sposata e fedifraga che condivide una relazione extraconiugale con Luke Cage portano quest’ultimo a essere vittima di un agguato del marito della donna e dei suoi sgherri, agguato che si consuma presso il bar di Luke. Jessica accorre in soccorso dell’uomo, ed entrambi sono protagonisti di una spettacolare rissa, due contro tutti, nella quale si trovano costretti a rivelare reciprocamente le proprie abilita: Jessica è dotata di una forza disumana per una donna così minuta, mentre la pelle di Luke resiste tranquillamente a un fendente di bottiglia rotta e acuminata. A proposito del bar gestito da Luke, sottolineiamo come questo elemento narrativo sia stato trasposto in maniera molto fedele dalla serie a fumetti Alias, nella quale il personaggio è proprietario di un bar che appare molto simile, se non identico a quello dello show televisivo.
Nella parte conclusiva dell’episodio, finalmente Kilgrave farà la sua prima, vera, distrurbante apparizione, nella quale le sue peculiari abilità ci vengono mostrate in una sequenza aberrante e angosciante, dove il villain si fa ospitare da una famiglia benestante newyorkese, entrando nel loro appartamento, sistemandosi a tavola per la cena, e imponendo la sua parola sulla volontà dei quattro componenti di questo nucleo familiare, i quali ubbidiscono senza fare una piega. Un esordio davvero vincente per il villain interpretato da David Tennant.
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