Julie and the Phantoms (prima stagione): la recensione
Quando il regista di High School Musical adatta una serie per ragazzi brasiliana il risultato è Julie and the Phantoms
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Cosa succede quando il regista di alcuni dei più famosi film musical di Disney Channel incontra una premessa tratta da una serie per ragazzi brasiliana? Un'esplosione di zucchero e canzoni sulla fiducia in se stessi. Che è qualcosa che potrebbe benissimo indisporre qualunque spettatore, soprattutto quelli che non sono il target di Julie and the Phantoms, eppure è davvero difficile parlar male di questa serie. Così leggera, così rassicurante, così ingenua e consapevole di esserlo da far abbassare qualunque difesa critica, tanto che alla fine non si potrà fare a meno di volerle un po' di bene.
La storia è quella di Julie, una ragazza che ha perso la passione per la musica dopo la morte della madre. Guardacaso, a casa sua si manifestano tre fantasmi di ragazzi morti venticinque anni prima, tutti membri della stessa band. Julie è l'unica che può vederli, anche se poi scopriremo che tutti gli altri potranno vederli solo quando suonano la loro musica. Potreste pensare banalmente che grazie a loro lei ritrovi il piacere per il canto e la musica, continuando a inseguire i propri sogni sullo sfondo delle sue fantasie romantiche. E avreste ragione.
La serie non ha nulla di vagamente sottile o elaborato. Come fosse una soap dell'America Latina, a un certo punto un personaggio parlerà da solo ad alta voce delle sue preoccupazioni per farle capire anche a noi. Nessuno si interroga razionalmente sul fatto che una ragazzina abbia a disposizione degli ologrammi per i propri concerti (lei giustifica così tutto e a tutti va bene, come in una serie majokko). I dialoghi sono molto costruiti, i personaggi caricati, le regole con cui funziona questo aldilà abbastanza strane. È quel tipo di show in cui qualcuno scuote la testa sorridendo con aria sognante in direzione di una ragazza che improvvisa una canzone con un arrangiamento completo.
Il pop della serie è piacevole, molto orecchiabile, trascinante come ci si aspetta che sia. Magari non saranno canzoni che andremo a ripescare, ma sono momenti che non annoiano mai. Julie and the Phantoms intercetta quel bisogno di leggerezza, quella necessità di arrendersi ai buoni sentimenti, di cui abbiamo bisogno. La stagione si chiude su un finale aperto e, sinceramente, la voglia di vedere un seguito c'è.
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