La Bella e la Bestia, la recensione
La versione manga de La Bella e la Bestia adatta il film live action in due volumi
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.

I tie-in a fumetti dei lungometraggi Disney pubblicati in concomitanza con l’uscita nelle sale sono nella maggior parte dei casi prodotti di qualità discutibile, adatti per lo più ai giovanissimi che desiderino sfogliare una riduzione dell'opera; in quel caso, una trama semplificata e una realizzazione tecnica mediocre non risultano un grosso problema. Sin dal suo annuncio, l’adattamento manga di La Bella e la Bestia si è fatto notare per un approccio decisamente più creativo; è infatti composto da due volumi che raccontano la medesima vicenda dal punto di vista dei protagonisti.
L'adattamento della storia è buono e riesce a riproporre con stratagemmi efficaci le scene che nel film sono al centro di sequenze musicali; per forza di cose, si tratta infatti di un prodotto meno elaborato della controparte cinematografica, dal quale inevitabilmente sono stati lasciati fuori alcuni aspetti.
La Storia di Belle è il racconto più simile a quanto visto finora, e segue la ragazza dall’inizio alla fine della vicenda senza sorprendere. Da La Storia della Bestia, invece, sarebbe lecito aspettarsi qualche guizzo in più, visto che il personaggio è sempre stato ritratto come una figura misteriosa, di cui vengono svelati alcuni retroscena solamente nella seconda parte del film. Molte sequenze del manga derivano invece dalla pellicola diretta da Bill Condon, mentre altre, in particolare quelle condivise con Belle, ripropongono in modo fin troppo similare dei frangenti presenti nell’altro volume. L'impressione è che si sarebbe potuto aggiungere ulteriori elementi attorno a un personaggio così introverso e descrivere in modo più approfondito le sue sensazioni attraverso monologhi e didascalie, qui presenti di rado.
Va detto che sono presenti alcune illustrazioni a inizio capitolo con i personaggi in stile super-deformed: sono proprio queste le tavole più piacevoli, e se tutto il fumetto fosse stato realizzato con questa tecnica, il progetto ne avrebbe certamente guadagnato.
I due volumi dedicati ai singoli personaggi risultano dunque un'idea molto buona ma sviluppata in una maniera non particolarmente efficace. Si tratta di un prodotto che potrebbe essere apprezzato da chi ha particolarmente gradito la versione live action, mentre agli occhi di chi non è uscito entusiasta dalla sala potrebbe risultare una lettura ridondante.