La serie di Cuphead! (stagione 3): la recensione
Gli episodi della stagione 3 de La serie di Cuphead si concentrano sui personaggi di contorno, dando ancora più vita alle isole Calamaio
La Serie di Cuphead! (The Cuphead Show) la recensione della stagione 3.
King Features Syndicate continua l’ottimo adattamento del videogioco di Studio MDHR (che vi ricordiamo nel 2022 ha ricevuto anche il tanto atteso DLC) esplorando più a fondo passato e presente di alcuni dei personaggi più iconici delle isole Calamaio. Cuphead e Mugman lasciano quindi spazio anche ad altri protagonisti, pur rimanendo sempre importantissimi nello svolgersi delle vicende.
La serie di Cuphead!: la trama della stagione 3
Quest'estate, avevamo lasciato Mugman prigioniero di Satanasso, dopo che Cuphead aveva trovato accidentalmente il forcone del Re dell'inferno e aveva ben deciso di tenerselo. La stagione 3 riparte proprio da questo momento, concentrandosi spesso sulla rivalità tra Satanasso e la tazzina dai pantaloni rossi. Nel corso degli undici episodi però, il focus si sposterà prima proprio su Satanasso (in uno speciale Natalizio che rischia di diventare una visione annuale) per poi passare a Re Dado e soprattutto a Miss Chalice.
Rispetto alla stagione 2, tornano le canzoni, con circa un brano inedito a episodio. Come in precedenza si tratta di composizioni che portano avanti la narrazione, e che danno il giusto tono all'atmosfera del prodotto.
Come già detto, in occasione delle altre due recensioni, la serie tv di Cuphead resta un prodotto per un target giovane, che si ritaglia il proprio spazio al fianco di cartoni come i corti di Topolino di Paul Rudish o alle avventure dei Looney Tunes. Con oltre 30 episodi totali, possiamo dire con certezza che King Features Syndicate ha confezionato un cartone divertente in grado di convincere anche chi il gioco originale non lo ha mai provato. Se però fino ad adesso il cartone animato ha seguito la propria strada, parallela a quella del videogioco, il futuro potrebbe riservare più di una sorpresa.