Le Regole del Delitto Perfetto 3x07, "Call It Mother's Intuition": la recensione
Ecco la nostra recensione della settima puntata della terza stagione di Le Regole del Delitto Perfetto, in cui si crea un interessante parallelismo e Wes sorprende con un inaspettato colpo di coda
L'altra madre, nonché la più importante della serie ABC, è proprio Annalise, che si sottopone volontariamente a un confronto con i suoi figli putativi, ovvero i cinque pupilli. Ciascuno di loro ha l'occasione, troppo a lungo rimandata, non solo di mettere in luce il peso di essere divenuti meri strumenti nelle mani di una machiavellica figura come la professoressa Keating, ma anche di esplicitare un senso di colpa e una sozzura interiore finora passata sotto silenzio. Per una volta, dunque, il gioco di parallelismi interni alla puntata risulta perfettamente compiuto.
Ben altro peso hanno le vicende sentimentali di Connor e Oliver, seppur ufficialmente marginali rispetto alla trama principale; merita il nostro plauso la trattazione schietta e dolente della stigmatizzazione dell'HIV, che si frappone alla possibilità di relazione tra Oliver e la sua nuova fiamma Thomas. Calando in una sceneggiatura televisiva nozioni che dovrebbero essere di pubblico dominio, Le Regole del Delitto Perfetto si assume, ancora una volta, il compito di divenire portavoce delle cause di frange di umanità colposamente ignorate - quando non disprezzate. E lo fa, si badi, senza la presunzione di volersi mettere in cattedra.
Ci saranno sempre, presumibilmente, dei cedimenti interni nella serie creata da Peter Nowalk; parallelamente a questa sicurezza, possiamo accostare tuttavia la convinzione che temi spinosi e comodamente omessi da buona parte delle serie tv contemporanee continuino a trovare, in Le Regole del Delitto Perfetto, un'amplificazione coraggiosa quanto necessaria e universalizzante.