Legends of Tomorrow 2x09, "Raiders of the Lost Art": la recensione
La nostra recensione del nono episodio della seconda stagione di Legends of Tomorrow, intitolato "Raiders of the Lost Art"
L'episodio si apre con una sequenza in flashback che ci rivela finalmente cosa è davvero accaduto a Rip Hunter sei mesi prima (nell'episodio di apertura della seconda stagione), apparentemente sacrificatosi per impedire una tragedia che avrebbe avuto ripercussioni gravissime sulla timeline. In realtà, però, il personaggio è sopravvissuto, anche grazie a una misteriosa lancia di legno che era stipata in un vano segreto della Waverider, la nave che consente ai protagonisti di viaggiare nel tempo attraverso il Bleed. Rip ha poi iniziato una nuova vita come aspirante regista nella Hollywood degli anni Sessanta, così come lo abbiamo visto nelle battute conclusive del midseason finale di poco più di un mese fa; scopriremo poco più avanti che Hunter ha perso ogni ricordo del suo passato, tanto da aver assunto un nuovo nome: paradossalmente, però, ha qualche ricordo della sua vita come Time Master, tanto da decidere di dirigere una potenziale pellicola che narra proprio quelle che sono state le sue avventure come viaggiatore temporale.
Le Leggende non tardano però a palesarsi in loco, per sistemare l'alterazione temporale causata dalle azioni dei loro avversari e cercare di salvare il loro ex capitano, che scoprono essere sopravvissuto. In tutto questo parapiglia finirà coinvolto anche Lucas: colui che all'epoca era solo un aspirante regista si rivelerà essere il braccio destro dell'immemore Rip, e traumatizzato da un'esperienza nella quale finirà anche ferito, deciderà di abbandonare la sua potenziale carriera nel cinema, scegliendo di fare poi l'assicuratore nella sua vita (!). Questa aberrazione farà sì che Lucas non crei mai i franchise di Star Wars e Indiana Jones. Tali pellicole sono state però il motivo grazie al quale Ray Palmer e Nate Heywood hanno scelto di divenire rispettivamente uno scienziato e uno storico, scelte di vita che li hanno poi portati a divenire gli eroi noti come Atom e Steel. Conseguentemente, perderanno tutto il loro sapere e le loro abilità, e ciò avrà delle serie conseguenze sulla missione.
I protagonisti, dunque, oltre a combattere la Legion of Doom e provare a salvare Rip Hunter (cercando di fargli tornare la memoria), avranno anche l'onere di convincere George Lucas a tornare sui suoi passi, scegliendo di dedicare la sua vita alla Settima Arte. Nel frattempo, Mick Rory sarà molto convincente nel convincere il professor Martin Stein ad aiutarlo per cercare di sistemare quanto gli sta accadendo, con Heat Wave che continua ad avere visioni del suo defunto amico, Leonard Start alias Captain Cold.
Veniamo ora ai diversi easter eggs e rimandi ai fumetti DC Comics presenti nell'episodio, a partire dal titolo che parafrasa in modo manifesto quello di Raiders of the Lost Ark (I predatori dell'arca perduta), primo capitolo della saga cinematografica con protagonista Indiana Jones: Raiders of the Lost Art è arbitrariamente traducibile infatti come "I predatori dell'arte perduta", dove l'arte perduta è quella derivante dalla potenziale scelta di George Lucas di abbandonare il cinema, autore della storia della suddetta pellicola.
Veritiera la leggenda del legionario Longino, il quale, sebbene non venga mai davvero citato in nessuno dei Vangeli canonici - lo stesso nome, derivante dal greco lònche, "lancia" è fittizio - è ricordato come colui che mise fine alle sofferenze di Gesù negli apocrifi Atti di Pilato, oltre che venerato come santo dalla Chiesa Cattolica.
Nelle battute finali dell'episodio si fa menzione al film Howard the Duck, datato 1986 e distribuito in Italia con il titolo di Howard e il destino del mondo: tale pellicola ha per protagonista un personaggio Marvel Comics, Howard il Papero, e vide coinvolto lo stesso Lucas come produttore esecutivo. Divertente la frecciatina mandata ai competitor della Casa delle Idee in questa serie che ha per protagonisti eroi DC Comics.