Legends of Tomorrow 3x04, "Phone Home": la recensione
La nostra recensione del quarto episodio della terza stagione di Legends of Tomorrow, intitolato "Phone Home"
Giunti negli anni Ottanta, i protagonisti scopriranno un intrigo che coinvolge una misteriosa organizzazione malvagia e un cucciolo alieno, con il piccolo Ray catturato nel mezzo.
Gli anni Ottanta sono tornati, più prepotentemente che mai, e dominano lo showbiz in modo lapalissiano, con Stranger Things che è forse l'esempio più calzante per validare questa tesi. I produttori di Legends of Tomorrow scelgono di cavalcare quest'onda, e con Phone Home producono uno dei capitoli più divertenti e ben confezionati di questo show (la cui qualità è cresciuta esponenzialmente, e in modo impensabile).
Già dal titolo dell'episodio, traducibile con "Telefono casa", capiamo subito come lo spettacolo che ci verrà proposto sarà all'insegna del citazionismo; ma E.T. - L'extra-terrestre, pellicola cult di Steven Spielberg della quale viene ricalcata la tematica di fondo (un alieno deve tornare a casa e trova un bambino ad aiutarlo) e l'estetica (la sequenza delle biciclette volanti e anche quella d'apertura), è solo la punta dell'iceberg. In Phone Home non manca praticamente nulla di tutti quelli elementi chiave in grado di identificare quel particolare periodo storico: alieni, bambini, biciclette, scienziati cattivi, Halloween, e molto altro ancora rendono l'episodio qualcosa di sì derivativo, ma non per questo privo di fascino e originalità, vista l'abilità con la quale i produttori rimescolano tutti questi tòpoi per dar vita a un bel prodotto d'intrattenimento. Il tutto è inoltre "ricalcato" con grande consapevolezza e (auto)ironia, cosa che paradossalmente dà ancora più credibilità alla storia.
Anche sotto il profilo più tecnico, la CGI utilizzata per animare i due esemplari di Dominatori - uno adulto, l'altro cucciolo - è assolutamente credibile e dinamica, oltre che in grado di competere con prodotti di ben più alto budget.
Ciliegina sulla torta è inoltre l'esilarante "sequenza musical", nella quale un gruppo di persone è costretto a cantare e ballare da una forza in grado di controllare i loro corpi: anche in tal caso è identificabilissima la citazione a un altro cult degli anni Ottanta, il film Beetlejuice - Spiritello porcello di Tim Burton.