Lou, la recensione
La nostra recensione di Lou, film action diretto da Anna Foerster e con protagonista Allison Janney. Disponibile su Netflix dal 23 settembre
La recensione di Lou, disponibile su Netflix dal 23 settembre
Lou gira intorno all’idea di trauma intergenerazionale, in una storia di grossi poteri (la CIA) ma dal basso profilo, tutta ambientata su un’isola dal clima torrenziale in cui la missione della protagonista è quella di ritrovata la figlia della vicina di casa che viene rapita durante una notte di tempesta. Imbracciato il fucile e messo a bada il suo fedele cane con un quantitativo di carne di cervo che sazierebbe un esercito, Lou non toglie la sua corazza sociale ma per qualche motivo (che ovviamente poi scopriremo) decide di fare un gesto altruista aiutando la vicina Hannah (Jurnee Smollett) a ritrovare la piccola Vee.
Di mezzo, oltre agli ostacoli della natura, ci sono uomini duri e prevaricatori che fungeranno non solo da campo di prova per la forza bruta di Lou ma anche per imbastire un discorso di genere in cui si prova ad affermare, con le immagini, che il protagonismo dell’action può essere femminile, non sessualizzato ma ugualmente combattivo e spietato.
Lou va invece a schiantarsi contro un muro di prevedibilità, dove i tempi narrativi e le scoperte sono male calibrati, arrivano tutto d’un colpo e senza alcuna preparazione, lasciando in bocca un sapore amaro di scrittura poco curata, sicura di potersi riparare dietro l’ambientazione e la sua protagonista. Cosa in cui, decisamente, non riesce.
Siete d’accordo con la nostra recensione di Lou? Scrivetelo nei commenti!