Lucifer 3x01 "They're Back, Aren't They?": la recensione
La nostra recensione della première della terza stagione di Lucifer intitolata They're Back, Aren't They?
[gallery columns="4" ids="243378,243377,243376,243375,243374,243373,243372,243371,243370,243369,243368"]
They're Back, Aren't They? riprende così esattamente da dove la seconda stagione ci aveva lasciati, con Lucifer (Tom Ellis) abbandonato nel deserto per ben due giorni senza che nessuno si sia accorto della sua assenza e con le sue odiate ali ben salde sulla propria schiena e la sua faccia da demonio sparita chissà dove. Quello che salta immediatamente agli occhi è come questo episodio sia stato accuratamente concepito per omaggiare sia i fan di lunga data, che seguono la serie fin dal suo esordio (con il ritorno, per esempio, del rapinatore visto nella première della seconda stagione), sia i nuovi arrivati, richiamati probabilmente dalla pubblicizzatissima aggiunta al cast di Tom Welling, nei panni del tenente Marcus Pierce il quale, grazie Lucifer, ritorna in ruolo ricorrente dopo una lunghissima assenza dal piccolo schermo dalla fine di Smallville.
Ciò che apprezziamo di questo show è che il tema principale della serie, nonostante il tempo trascorso, rimane in un certo senso intatto, senza tuttavia venire mai a noia, per la capacità degli autori di rinnovarlo di volta in volta. Lucifer è sfuggito al controllo di suo padre perché vuole disperatamente esercitare il proprio libero arbitrio ed essere libero di essere il solito egoista e autoreferenziale se stesso senza che nessuno intervenga nella sua vita, mentre Dio non fa che interferire trattandolo - secondo suo figlio - come una sorta di burattino. E non importa che Amenadiel (D. B. Woodside), che sembra aver ritrovato la sua fede, ma non i propri poteri, cerchi di convincere il fratello che forse il dono delle ali sia un modo da parte di loro padre di comunicare al suo ribelle e capriccioso figlio che è stato perdonato, perché qualsiasi messaggio egli cerchi di inviare a Lucifer sarà sempre interpretato come un'inaccettabile intromissione.
Tornando all'introduzione di Pierce in un cast che sta provando, stagione dopo stagione ed episodio dopo episodio, di essere sempre più ben oliato, la figura del nuovo capo del Distretto, un uomo con i piedi per terra e decisamente razionale, piuttosto che spiccare come una mosca bianca, finisce per risultare perfettamente integrato in questo strano insieme di personaggi. Invece di servire da contrappasso al nonsense di tutti i protagonisti, Marcus non fa infatti che esaltare le migliori caratteristiche dello show e pur apparendo decisamente diverso dagli altri, non si impone in maniera aggressiva e non sconvolge più di tanto lo svolgimento delle indagini con il risultato che, anche solo dopo essere apparso per pochi minuti sullo schermo, il pubblico non vedrà probabilmente l'ora di vederlo alle prese con il mondo soprannaturale di Lucifer, solo per studiarne la reazione.
Lucifer torna così con un ennesimo episodio brillante e godibile che apre le porte a molte storyline intriganti, dall'inserimento del nuovo tenente nella routine delle indagini, ad una misteriosa ed oscura minaccia che incombe su tutti i protagonisti, il tutto senza mai smettere di divertire in gli spettatori in maniera sagace e genuina.
La terza stagione di Lucifer va in onda negli Stati Uniti ogni lunedì su Fox.