L'unico e insuperabile Ivan, la recensione
La recensione del film L'unico e insuperabile Ivan, distribuito su Disney+
Il film conquista facilmente chi ama gli animali ed è alla ricerca di un racconto in grado di emozionare, tuttavia dispiace molto vedere l'uso non particolarmente attento e valorizzante delle star coinvolte per dare voce ai pensieri e ai desideri degli animali al centro della trama, senza dimenticare un talento del calibro di Bryan Cranston limitato in un ruolo privo di spessore nella parte del proprietario dell'attività in cui vivono i protagonisti.
La sceneggiatura di Mike White (School of Rock, Enlightened) appare come un tentativo di adattare il libro di K.A. Applegate rivolgendosi a un pubblico di tutte le età, tuttavia il risultato finale delude per la sua incapacità di sviluppare in modo soddisfacente gli aspetti comici che, in un contesto malinconico e in più momenti davvero drammatico, non riescono a ottenere l'effetto sperato risultando invece delle aggiunte forzate e che faticano anche solo a strappare un sorriso, prevalentemente grazie alla bravura degli interpreti che fanno quel che possono con battute e situazioni al limite del ridicolo (come i problemi di capelli di Mack) o inutili, tra doppi sensi e un po' di stereotipi. Ben più riuscito è invece lo spazio dato alla tematica della gestione degli zoo e di attività circensi che coinvolgono gli animali: entrare nella mente di Ivan e dei suoi amici fa emergere la sofferenza, la voglia di libertà e l'incapacità a volte degli uomini di considerarli esseri viventi dotati di emozioni. Il film spazia così da situazioni come quella di Ivan, cresciuto in cattività, alla ricerca di una famiglia di Bob, ma soprattutto enfatizza il legame che si crea tra tutti i personaggi principali, portando in primo piano la solidarietà e la capacità di unire le forze per costruire un futuro migliore per tutti.
Thea Sharrock non riesce inoltre a costruire bene l'idea dell'arte come forma di espressione, comunicazione e modo per dare concretamente forma alla propria dimensione interiore e ai propri sogni inespressi. La regista, pur non brillando nella gestione degli elementi a propria disposizione tra cui un cast stellare con attori del calibro di Helen Mirren alle prese con ruoli da pochi minuti, con L'unico e insuperabile Ivan riesce a far commuovere in più momenti gli spettatori di tutte le età che, davvero difficilmente, potrebbero non sentirsi coinvolti emotivamente dalle storie drammatiche raccontate dal gorilla e da Stella, o dall'innocenza piena di speranza della piccola Ruby.