Mother Panic vol. 1: Lavori in corso, la recensione
Abbiamo recensito per voi il primo volume di Mother Panic, intitolato Lavori in corso
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.

Mother Panic è il Batman di Young Animal, e la sua serie decisamente quella più aderente al modo di fare Fumetto della DC Comics in senso generale. Non che manchino gli elementi tipici dell'etichetta diretta da Gerard Way, che di questo titolo è anche co-autore, assieme a Jody Houser. Semplicemente, siamo di fronte a un fumetto supereroico a tutti gli effetti, che varia moltissimo sul tema; così come Violet Paige, pur avendo alcuni elementi in comune con il personaggio e con la storia di Bruce Wayne, è un personaggio molto diverso, che osa decisamente di più, per certi versi, e che porta alcuni dei concetti chiave dell'esistenza e della filosofia dell'Uomo Pipistrello alle loro estreme conseguenze.
Così come i comportamenti di Mother Panic, che paiono esattamente speculari a quelli di Batman: laddove il Cavaliere Oscuro ha deciso di colpire duramente i criminali seguendo l'unica regola di non ucciderli mai. Violet è altrettanto violenta e spaventosa ma vuole essere un killer. La sua è una vendetta personale, contro gli uomini che l'hanno ferita e che potrebbero ferire altri bambini, come l'innocente che era e non potrà mai più essere. La missione di Mother Panic è ucciderli, farsi giustizia da sola. Peccato che Violet, pur essendo completamente d'accordo con il desiderio della sua controparte mascherata, non riesca a togliere la vita a nulla e a nessuno. E così, la sua vendetta è sempre a portata di mano, ma sempre impossibile.
Questo sostanzialmente è l'impianto narrativo di base della serie, disegnata da Tommy Lee Edwards e Shawn Crystal, che si alternano alle matite dei sei episodi che compongono il volume RW-Lion. Se pensate che sia poco, sappiate che abbiamo solo grattalo la superficie di un progetto decisamente ambizioso, che racconta la storia di un personaggio che, fortunatamente, è molto più di una versione biancovestita della Batgirl violenta e arrabbiata degli anni Ottanta e Novanta. Mother Panic è infatti tangenziale alla Bat-famiglia, che compare brevemente nella serie per validare un confronto esibito, ma ha una personalità tutta sua, decisamente originale.
Il risultato è un insieme di suggestioni, di indizi, di elementi sparsi che vorrebbero contribuire a farci capire chi realmente sia Violet, quali le sue motivazioni profonde, quale l'importanza del suo rapporto con la madre, che in realtà ci lasciano sempre con l'acquolina in bocca ma mai con la pancia piena. Complice anche uno spiccato e un po' contorto gusto per l'allegoria che emerge ogni tanto nella storia. Ad esempio, non riusciamo mai a capire se la villa dei Paige contenga davvero un bosco con funghi giganteschi, per qualche strana ragione di progettazione e di giardinaggio futuristico, oppure se non sia altro che la rappresentazione allucinata della mente di Rebecca. E forse anche della figlia, vittima di se stessa e del proprio personaggio mediatico. Si intuisce che c'è un'idea forte dietro le azioni e la personalità di Mother Panic, ma non si riesce mai ad afferrarla fino in fondo.
Tuttavia, Mother Panic è una lettura molto interessante, grazie a dei dialoghi molto ben scritti, tutti frutto della personalità tagliente di Violet e dell'abilità narrativa e di messa in scena dei due disegnatori. I quali, però, hanno stili molto diversi e non coerenti dal punto di vista delle atmosfere.
Di fatto, questo primo volume, è una promessa. Una lunga promessa di qualcosa che si intuisce essere potenzialmente molto divertente e non privo di una certa profondità. Come tale, merita fiducia. In assenza di una conferma, saremmo molto delusi, abbandonati a metà strada, con le nostre aspettative ancora in tasca.
