Motherland - Fort Salem (prima stagione): la recensione
Motherland - Fort Salem non inventa nulla, ma la sua formula semplice potrebbe bastare a catturare lo spettatore
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Le streghe son tornate... ma in realtà non se ne erano mai andate via. La serialità attuale infatti racconta spesso e volentieri di streghe, e vale la pena notare che si tratta quasi sempre di narrazioni simboliche, in cui la magia diventa veicolo di femminismo. Storie in cui le donne perseguitate o reiette perché dotate di poteri utilizzano quelle stesse facoltà straordinarie per determinarsi ed emanciparsi. Motherland – Fort Salem è tutto questo e altro. C'è poco o nulla di davvero originale in questa serie, che prende spunti da tanti soggetti diversi e tira fuori qualcosa che, se da un lato non sorprende, comunque soddisfa lo spettatore e riesce a raggiungere il suo obiettivo.
Per come le intende Motherland – Fort Salem, le streghe non sono così diverse dai mutanti o da qualunque altro gruppo dotato di poteri straordinari. C'è l'accademia dove addestrare personaggi fuori dal comune, che ormai è quasi un'idea che fa genere a sé. Come in The Umbrella Academy la gestione dei poteri è traumatica, anche dolorosa, raramente meravigliosa. Come in Hannah, si tratta di una comunità femminile in cui si condivide un rigido addestramento mentre ci si prepara alla violenza. E poi, come detto, le streghe o maghe, quelle che stiamo vedendo davvero tanto in tv negli ultimi tempi (Luna Nera, Le terrificanti avventure di Sabrina, Charmed, Cursed, The Witcher). Tutte declinate secondo quell'idea di femminismo che si diceva.
Le protagoniste della serie sono tutte sufficientemente sviluppate, e quasi ognuna avrà il suo obiettivo e il suo passato specifico che la condizionerà nel suo cammino. Raelle è più tormentata ed è la protagonista assoluta della serie, in particolare nel suo rapporto con una ragazza di nome Scylla, che costituisce il cuore della serie; Abigail proviene da una famiglia più ricca e inizialmente sembra la più viziata, ma anche lei crescerà; e infine c'è Tally, la più entusiasta e forse ingenua, ma appunto anche il suo percorso sarà lungo. Motherland – Fort Salem non arricchisce il proprio mondo, non ha nulla a caratterizzarlo particolarmente al di là della premessa iniziale. Gli ambienti della scuola e quelli esterni sono dei contenitori abbastanza dimenticabili per le vicende, se non fosse per una luce abbastanza opprimente che domina ogni scena di insegnamento.