Motherland: Fort Salem (seconda stagione): la recensione
Motherland: Fort Salem alla seconda stagione continua a raccontare l'evoluzione delle sue protagoniste in una ucronia stregonesca
Dal 2017 sono Web Content Specialist l'area TV del network BAD. Qui sotto trovi i miei contatti social e tutti i miei contenuti per il sito: articoli, recensioni e speciali.
La faccenda dei vocalizzi era sicuramente l'elemento che caratterizzava di più la prima stagione di Motherland: Fort Salem. Per il resto, nonostante una premessa abbastanza particolare, la serie Freeform non aveva un worldbuilding molto approfondito. Questa seconda stagione dello show, che da noi è distribuito su Amazon Prime Video, continua su quella falsariga. Nel senso che, a parte un trio di protagoniste caratterizzato e parecchio tormentato, e un personaggio perfetto da odiare – ci arriviamo dopo – la serie non ha quella visione grande che forse la aiuterebbe ad avere più successo. Rimane comunque un progetto che funziona rispetto a quello che propone, e che soddisferà chi aveva amato le prime puntate.
LEGGI: Motherland: Fort Salem ottiene il rinnovo per una terza stagione che concluderà la storia
LEGGI: Motherland – Fort Salem (prima stagione): la recensione
La vicenda della seconda stagione riprende quindi dall'attacco delle Camarilla, un gruppo violento contro il quale Fort Salem deve combattere. Il tutto mentre continua l'arruolamento e addestramento delle streghe che si manifestano nel paese, tra le quali ci sarà anche la figlia del vicepresidente. A incrociare tutte queste trame c'è la storia dello Spree, l'altro gruppo violento che però nasconde un legame molto importante con il generale Adler. Sarà soprattutto Tally ad esporre le verità nascoste ai vertici del potere.
Chi ha amato le relazioni imbastite dalla prima stagione di Motherland: Fort Salem ritroverà qui gli stessi elementi. In particolare nel ritorno del rapporto tra Rae – sempre più prescelta con grandi poteri – e Scylla. Quel che lo show manca in worldbuilding – e in leggerezza, va detto – viene recuperato nella convinzione con il quale è raccontato questo mondo. L'idea dei vocalizzi non è mai un banale strumento accessorio della narrazione, ma è il tratto che incanala tutto l'aspetto magico di questo mondo. La serie la utilizza per attacco, per difesa, per manipolare gli elementi, per pura reazione quasi animalesca. E tutto passa sempre dal movimento delle labbra, da bocche intrappolate, da corde vocali sotto attacco.