Mythic Quest: Raven's Banquet (prima stagione): la recensione
Mythic Quest: Raven's Banquet è una classica comedy da ufficio: divertente, cinica, animata da un bel gruppo di protagonisti
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Le comedy da ufficio sono essenzialmente un genere a sé all'interno delle sitcom. Non nel senso che sono tutte uguali, ma nel senso che condividono alcuni tratti riconoscibili dovuti all'ambientazione e ai rapporti tra i personaggi. È qualcosa di quasi inevitabile nel raccontare certe storie. Mythic Quest: Raven's Banquet di AppleTV+ ad esempio non ha lo stile da falso documentario di The Office né la scrittura di Silicon Valley. Eppure coordina tutto l'intreccio, le battute, il ritmo della storia intorno a quell'idea di microcosmo che si riferisce solo a se stesso, che parla un linguaggio proprio e costruisce dinamiche di potere proprie. Lo fa accompagnato dai classici personaggi cinici, inadeguati, spesso immaturi, ma simpatici.
Come detto, Mythic Quest non ha lo stile da falso documentario di The Office o di Parks and Recreation. Eppure questo si sarebbe adattato benissimo alla scrittura e all'ambientazione della serie. Molte delle battute funzionano infatti tramite le recriminazioni del singolo personaggio rispetto ai suoi colleghi, o con le reazioni imbarazzate dopo una sparata idiota di qualcuno. Gli scambi sono molto veloci, costruiti su più livelli sempre sopra le righe. I personaggi sono soprattutto caricature irrealistiche, divertenti perché ognuno di loro, rispetto al proprio settore, si mette su un piedistallo sul quale non è in grado di stare.
Sembra una ricetta per l'antipatia, e invece il lavoro fatto sul gruppo dei protagonisti, e sul casting, è molto riuscito. Ci vuole grande capacità per trasformare la presunzione inadeguata in una caratteristica simpatica, e la scrittura della serie ci riesce. Dopo tre episodi di assestamento ci si abitua al gruppo, si familiarizza con le dinamiche interne, si capisce cosa aspettarsi da un certo personaggio. Le battute arrivano, e molte vanno a segno. Nel frattempo, Mythic Quest racconta l'universo del gaming, sempre in modo esagerato. Con gli influencer quattordicenni, i gruppi di suprematisti che si ritrovano nel gioco (episodio definitivo, ironico, creativo, a modo suo geniale), i bug assurdi e ridicoli.