Non sei invitata al mio Bat Mitzvah, la recensione
Coming of age 12enne, Non sei invitata al mio Bat Mitzvah unisce umorismo da Sandler con una storia femminile molto ben diretta
La recensione di Non sei invitata al mio Bat Mitzvah, il film di Netflix con Adam Sandler e la sua famiglia
E il risultato dell’unione tra una storia prettamente femminile e il più maschile, volgare e “bro” degli humor è efficace. Ancora di più, il risultato è forse l’apice della sua idea di film familiare, qualcosa che insegue da tanti anni (con successo) e che qui incrocia realtà e finzione (nella famiglia al centro della storia le vere figlie di Sandler interpretano le figlie e la vera moglie interpreta la mamma della migliore amica della protagonista).
Molto è merito di Sammi Cohen, la regista, che sa trattare molto bene la storia di queste ragazzine, prime cotte e ragazzi scemi e superficiali. Lei riesce a rendere la maniera in cui i torti commessi della protagonista siano tanti quanto quelli che subisce, e soprattutto a regolare la recitazione delle bambine in modo che sia sempre chiaro che quello che fanno è parzialmente frutto di astio o vendetta e molto frutto di decisioni stupide, pulsioni irrefrenabili e ingenuità. Questo unito al mondo di comprimari e fenomeni da baraccone che sembrano usciti da una classica commedia di Sandler creano un mondo coerente e vivo.
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