Normal People: la recensione
Normal People è un dizionario amoroso che intreccia sensibilità, carnalità ed eleganza, capace di colpire il cuore dello spettatore
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Contraddizioni di corpi e parole, i due protagonisti di Normal People si inseguono, si cercano, si desiderano per anni. In questo senso Normal People, miniserie BBC-Hulu dal romanzo cult di Sally Rooney, è la fredda cronaca di una necessità dello spirito prima che della carne. In dodici brevi episodi racconta un affilato gioco di sguardi celati e parole non dette tra due giovani provenienti da una cittadina irlandese, che condivideranno una parte importante di quella fase di passaggio verso l'età adulta. Un dizionario amoroso che intreccia sensibilità, carnalità ed eleganza, forse non universale, ma capace di colpire il cuore dello spettatore.
La trasposizione in forma visiva delle parole di Sally Rooney trova da subito una dimensione familiare e simbolica attraverso cui narrare la storia. A partire dai corpi di queste "persone normali". Il fisico minuto di Marianne non dovrebbe trarre in inganno sulla forza – o meglio l'asprezza – del personaggio, capace di incanalare ogni sua aspirazione attraverso doti fuori dal comune. Al contrario, il corpo atletico di Connell non sembrerebbe la casa ideale per le sue velleità da scrittore, come dimostra anche la sua reticenza ad esprimere opinioni in pubblico. Corpi fragili, non inadeguati, ma che diventano tali perché chi li abita li ritiene tali.
Una trappola di cui la messa in scena riveste anche gli appartamenti: piccole camere da letto, letti singoli divisi in due, spoglie pareti, stanze di artisti. La regia di Lenny Abrahamson (Room) e Hattie Macdonald (Howards End) intende per sottrazione il fascino di questi luoghi che ricadono in se stessi e lasciano spazio solo a ciò che è essenziale. Nudi come lo sono spesso i corpi dei due protagonisti. Un distacco interrotto solo dalle scelte delle musiche, che invece sono più esposte e riconoscibili rispetto al resto.
Come in La vita di Adele o Dieci inverni, la scansione temporale – aiutata qui dalla divisione in episodi – aiuta il senso di una vicenda amorosa giocata tutta su ricorsi, su rapidi avvicinamenti e altrettanto brusche ripartenze. Nel tentativo forse vano di trovare una dimensione ideale nell'equilibrio di due corpi che orbitano l'uno intorno all'altro senza potersi incontrare o perdere del tutto. Sostenuto da due ottimi interpreti, Normal People diventa allora una storia di formazione in divenire, la condizione di due individui sospesi tra il desiderio dell'incontro e il fascino della sua posticipazione.