Oggetti di Scena non è solo uno show su Disney+, è come la ratatouille mangiata da Anton Ego
Oggetti di Scena non è una semplice serie di documentari proposta da Disney+ e composta da otto episodi: è un viaggio nei ricordi
Oggetti di Scena non è solo uno show di Disney+, è come la ratatouille mangiata da Anton Ego | RECENSIONE
Nel caso non ve ne foste accorti, seppur basata su un medesimo concetto tecnologico di base, Disney+ è una piattaforma radicalmente differente dalle altre fruibili in Italia (e non solo).
È una questione meramente storica.
A prescindere da quello che possiamo scegliere di vedere su Disney+, che si tratti di Steamboat Willie o di Avengers: Endgame, il servizio della Casa di Topolino è una vera e propria celebrazione della storia della major. Una storia che dalla straordinarie idee artistiche, produttive e commerciali di Walter Elias Disney arriva fino a un'era in cui, dopo momenti di grandi difficoltà dirigenziali e pandemie permettendo, lo studio prosegue ancora sullo stesso tracciato solcato dal suo fondatore.
We keep moving forward, opening new doors, and doing new things, because we're curious and curiosity keeps leading us down new paths.
Non capita ovunque di poter premere Play su un documentario realizzato da una regista che di nome fa Leslie e di cognome fa Iwerks. La figlia della Disney Legend Don Iwerks. La nipote del co-creatore di Topolino e Oswald il coniglio fortunato Ub Iwerks.
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Christopher Lloyd e l'abito del giudice Morton[/caption]
Sì, d'accordo, ci sono gli azionisti e tutte quelle storie lì, ma la Disney "è della Disney".
Tutto questo prolisso preambolo con tanto di allitterazione, ci porta dritti dritti a Oggetti di Scena, la nuova serie di documentari in arrivo su Disney+ a partire dal primo maggio. 8 puntate in cui Dan Lanigan, la mente creatrice del progetto, uno che sta agli oggetti di scena come Indiana Jones agli idoli della fertilità nascosti nei tempi sperduti nella giungla del Perù, accompagna lo spettatore alla ricerca dei più importanti prop di alcune immortali opere Disney. Avendo la possibilità di accedere (e di portarci) all'interno di depositi degli archivi Disney più inaccessibili dell'Area 51.
Tre puntate dedicate ad altrettante pellicole emblematiche della storia Disney.
Mary Poppins.
Nightmare Before Christmas.
Tre film leggendari che raccontano l'esuberante follia creativa di una major il cui fondatore è stato capace di inseguire per 20 anni la scrittrice P.L. Travers per cercare di convincerla a cedere i diritti di sfruttamento della sua Mary Poppins. Se non avete ancora visto Saving Mr. Banks fatelo. Sta su - indovinate un po'? - Disney+ e racconta proprio questa storia. Preparate i Kleenex.
Un'azienda che nel 1993 portava nelle sale la favola di Natale dark ideata da Tim Burton e girata da Henry Selick con delle soluzioni visive da live action al tempo impensabili per un lungometraggio in stop-motion. Un capolavoro, Nightmare Before Christmas, che rientra appieno un quella categoria di film che non erano né un flop né un trionfo capace di demolire record al botteghino. Tanto che per anni fu proposto in home video con l'etichetta Touchstone e non con quella Disney. Poi la storia del cinema la conosciamo tutti: un film può diventare leggenda anche a decenni dal debutto. Col passare degli anni, proprio grazie all'home video, si è trasformato in cult ed è diventato un film Disney a tutti gli effetti celebrato anche nei parchi della major sparsi qua e là per il globo.
Dan Lanigan ci accompagna in un viaggio fatto di nozioni ma soprattutto suggestioni che ci vengono trasmesse dall'apparire di un cappellino, di una collina a spirale, di una tuta bianca in cui le emozioni provate da chi quei costumi, quelle scenografie, quegli oggetti di scena li ha concepiti o indossati, sono le stesse di chi li ha visti e rivisti sul grande schermo della sala o sul piccolo schermo della televisione.
Osservando un soddisfatto Henry Selick che, dall'ufficio nella sua abitazione, racconta a Dan Lanigan che a ogni Halloween, quando dei bambini mascherati da personaggi di Nightmare Before Christmas suonano alla sua porta li accompagna nel suddetto ufficio dove, in bella mostra dentro a una voluminosa una teca, c'è la funerea slitta di Natale di Jack Skellington con tanto di renne e Zero usata proprio nel film e questi finiscono per fare la stessa faccia stupefatta di Lanigan appena ci posa sopra lo sguardo (e che sicuramente farei anche io nello stesso contesto), mi ha fatto sorridere di contentezza. Nella mia testa è cominciata una rassegna interminabile degli innumerevoli momenti di gioia che il film di Henry Selick e Tim Burton mi ha regalato dal 1994 a oggi.
Ascoltare le parole di Syd Mead in quella che, probabilmente, è stata la sua ultima apparizione in video, e vederlo così soddisfatto per il futuro descritto da TRON quasi 40 anni fa, vedere Steven Lisberger, che con la sua epocale creazione ha avuto notoriamente un rapporto non facile, ammorbidirsi e capire che nel 2020 il magro box office raccolto illo tempore è storia passata perché TRON ha influenzato e continua a ispirare una platea sterminata di persone composta da creativi e da "semplici" amanti del cinema è un'emozione difficilmente descrivibile a parole.
È come il piatto di Ratatouille che Anton Ego mangia nel terzo atto del film Pixar e non importa quanto siate cresciuti, quanto la vita vi abbia indurito e reso più cinici.
Guardando Oggetti di Scena sarà difficile non venire travolti da una valanga di emozioni.
Steven Lisberger e Dan Lanigan[/caption]Oggetti di Scena sarà disponibile su Disney+ a partire dal 1 Maggio 2020