ONI: La leggenda del dio del tuono, la recensione
ONI: La leggenda del dio del tuono è una miniserie da divorare tutta d'un fiato, facendosi avvolgere dal racconto di Onari e di Naridon
ONI: La Leggenda del dio del tuono la recensione della miniserie, disponibile su Netflix da oggi 21 ottobre.
Basata sulla raccolta di poesie Onari's Lullaby di Emi Tsutsumi, a cui è dedicata l'intera serie tv, ONI: la leggenda del dio del tuono è un viaggio adatto a un pubblico di tutte le età. Anche The Dam Keeper era basato sui lavori di Tsutsumi, un altro simbolo del rispetto di Tonko House verso la poetessa scomparsa nel 2020. ONI tratta il folklore giapponese con il dovuto rispetto e porta a schermo una storia semplice ma al tempo stesso intrigante con cui passare un paio di pomeriggi o serate sul divano.
La trama di ONI: La Leggenda del dio del tuono
Gli Yokai che abitano il monte Kamigami si preparano all'arrivo della Luna rossa, addestrandosi per affrontare i temibili ONI e proteggere la propria tranquillità. Tra i bambini (o cuccioli) impegnati nell'addestramento, c'è anche la vivace Onari, che per quanto si sforzi non ha ancora trovato il proprio potere sopito (Kishi). Il padre di Onari è il tranquillo e ingombrante Naridon che, come ogni buon personaggio silenzioso, nasconde più di un segreto. Si narra infatti che sia il leggendario dio del tuono, sparito dalla circolazione da quasi dieci anni.
Tonko House ha concepito ogni personaggio per essere tenero alla vista e facilmente riconoscibile, il tutto seguendo le leggende del folklore giapponese. Lo studio californiano si è poi preso qualche libertà creativa, strizzando però l'occhio all'aspetto veritiero di ogni Yokai. Durante gli episodi infatti, saranno nascoste vecchie illustrazioni dedicate proprio ai mostri, dettagli pregevoli che si uniscono al certosino lavoro ambientale dell'intera produzione. La stessa cura la possiamo trovare anche nei titoli di coda, che vi consigliamo di non saltare, in quanto spesso raccontano altre leggende del folklore nipponico.
Un gioiello (Che sembra) in stop motion
Come per The Dam Keeper e i loro precedenti lavori, anche ONI: La leggenda del dio del tuono è realizzato con una tecnica molto simile alla stop motion. La tecnica che nel nostro paese si chiama passo uno è stata resa popolare da Aardman Animations, e consiste nel riprendere fotogramma per fotogramma miniature fatte a mano. Tonko House ha inizialmente collaborato con lo Studio Dwarf per creare i modellini di tutti i personaggi, per poi andare a ricreare l'effetto stop motion con la computer graphic. Il comparto tecnico di ONI è sconvolgente per quanto sia curato, non solo nei personaggi e nelle espressioni, ma anche negli ambienti e nei dettagli degli stessi. Ad accompagnare il tutto, una magnifica colonna sonora, in grado di far riecheggiare i suoni dei taiko (i giganteschi tamburi giapponesi) a ritmo coi tuoni e con la pioggia.