Ozark (seconda stagione): la recensione
Le nostre impressioni in anteprima, e senza spoiler, sulla seconda stagione di Ozark
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La stagione si appoggia solo marginalmente ai cliffhanger dello scorso anno. In realtà qui l'idea è quella di riportare nel più breve tempo possibile ogni cosa ad un equilibrio stabile, e proiettare tutti i personaggi verso nuovi obiettivi. Non facciamo spoiler. Ricordiamo solo che al centro della storia di Ozark c'è la famiglia Byrde, che si trasferisce in un luogo dove dovrebbe mettere su un'attività per riciclare denaro sporco. A rendere difficile l'operazione, che collega criminalità, politica e tessuto sociale, ci si mettono anche i delinquenti locali, che non ci stanno ad assistere in silenzio. Su questo spunto, interessante, la prima stagione aveva avuto il merito di costruire una storia che non stava ferma al palo, ma accumulava una serie di rivelazioni e svolte. Su tutte, la scoperta da parte dei due figli della coppia del vero motivo del trasferimento.
Perché, tra le altre cose, Ozark è difficile da prendere sul serio. Premessa a parte, sono eventi incastrati in un intreccio di grana grossa quelli a cui assistiamo. I protagonisti sono estremamente caricati, i dialoghi – ridondanti e faticosi – gravitano intorno a considerazioni molto astratte, villain come i redneck Snell sono delle caricature senza appello. Charlotte e Jonah, i due figli di Marty e Wendy, compiono azioni e pronunciano parole disumanizzanti. Non perché terribili, ma perché non esiste realismo o fondatezza a muovere simili personaggi. Reazione inevitabile: provare empatia per qualcuno di essi o interesse per le vicende narrate diventa molto difficile.
A fronte della decisione incomprensibile di allungare a dismisura la durata degli episodi, fino a raggiungere con alcune puntate centrali un'ora e cinque minuti di minutaggio (ma come siamo arrivati a questo punto?), Ozark spegne il ritmo della storia. E con esso si avvinghia sui propri personaggi, facendone maschere di qualcosa che non riusciamo mai veramente ad afferrare. L'elemento vincente della diffusa narrazione sui "protagonisti cattivi" è la trasfigurazione di un dolore interiore in gesti e parole violenti. Ma quel dolore interiore deve emergere in qualche modo. Qui, non solo non capiamo mai del tutto cosa passi per la testa di Marty e Wendy, ma essi, come il resto dei personaggi, non affrontano alcun cambiamento tangibile.
La seconda stagione di Ozark arriverà il 31 agosto 2018.