Polite Society, la recensione
Jane Austen sotto, arti marziali in superficie e una grandissima capacità di manipolare i generi, Polite Society è un esordio pazzesco
La recensione di Polite Society, il film in uscita in sala dal 15 giugno
Quello che è sempre stato raccontato con il tono del dramma e qualche volta con quello della commedia, qui prende la piega d’azione. Protagonista della storia è la figlia minore, lei legge tutto quello che la circonda come un film d’azione e noi con lei. Si troverà così in un intrigo con laboratori segreti, grandi villain dalle risate malefiche, prigionia, guardie del corpo e una grande festa in cui tutto può culminare. Quella che poteva facilmente essere una storia nel segno di Sognando Beckham (molti i possibili punti di contatto) diventa in realtà più un film di Edgar Wright (specialmente per il sound design e l’accoppiamento con il montaggio), grazie alla maniera in cui Nida Manzoor maneggia il linguaggio cinematografico. Cioè diventa una storia con una trama di genere che in realtà ne nasconde un’altra, una che ha a che fare con i sentimenti che i personaggi provano gli uni per gli altri e non si confessano, in questo caso il desiderio di avere la sorella con sé e non farsela rubare.
È evidente che questa regista il cinema lo conosca tutto e sappia come dare un tono diverso a ogni scena usando espedienti di messa in scena o anche solo un cambio nello stile di montaggio. Soprattutto è evidente come abbia chiari in testa tutti i livelli più profondi di lettura della storia che ha scritto, a partire dal titolo che fa riferimento indiretto alla violenza che esiste nell’alta società tradizionale e che il film rende con la lente della violenza coreografata da cinema d’arti marziali. Ma poco potrebbe fare Polite Society se Nida Manzoor non avesse trovato Priya Kansara (già vista in Bridgerton), la sua protagonista. Mentre tutto il cast di supporto lavora tra la commedia (le amiche) e il genere (la grande Nimra Bucha, villain perfetto), lei ha un’espressività fuori dal comune, una tenacia e una forza nello sguardo che la rendono credibile e come le attrici migliori riesce sempre a tenere un tono autoironico nel fondo di ogni scena. Questo compensa anche l'evidente fatica e poca credibilità nelle parti più d'azione. È sempre credibile in questo mondo al limite del parodistico oltre a possedere uno sguardo complesso, sempre interessante e terribilmente determinato.