Pose 1x08, "Mother of the Year" [finale di stagione]: la recensione
Il finale di stagione di Pose è un commosso inno alla fratellanza che corona il trionfo di Blanca e della sua House of Evangelista
A inizio puntata, vediamo Elektra toccare il fondo: i pochi soldi racimolati esponendo il proprio corpo al Peep Show non sono infatti sufficienti a garantirle un tetto sopra la testa. Ridottasi a dormire in strada, la donna viene salvata dalla sua ex protetta Blanca che le offre riparo in casa propria, decretando una - almeno momentanea - fusione tra la House of Evangelista e l'ormai dissoltasi House of Abundance. In questo capovolgimento di ruoli madre-figlia ravvisiamo la linfa vitale più avvincente di Mother of the Year, acme drammatico di una storia d'amore (non romantico) tra le due grandi protagoniste di Pose.
Anche Pray Tell (Billy Porter) ha ottime ragioni per rallegrarsi: timoroso d'intraprendere una relazione con il barman-scultore Keenan (Blake Morris) che, guarda caso, ha conosciuto grazie a Blanca, rivela al potenziale partner di aver contratto l'HIV; a sopresa - per lui, non certo per lo spettatore più acuto - la scoperta viene accolta con pacata serenità dal giovane uomo, che rassicura Pray e si dimostra determinato a voler iniziare una storia con lui. Per un amore che sboccia, un altro appassisce: così Angel (Indya Moore) dice addio a Stan (Evan Peters), avendo ormai raggiunto una nuova consapevolezza di sé e sentendosi investita di responsabilità verso la sua unica, vera famiglia. È Blanca a ricordarle che sarà lei a prendere le redini della House of Evangelista, e rivelandole la propria sieropositività le suggerisce che ciò potrebbe avvenire prima di quanto la ragazza non immagini.
La presa di coscienza di Indya è speculare rispetto a quella di Patty (Kate Mara): pur accettando lo status di separati in casa con Stan per il bene dei due figli, la donna chiarisce al marito la propria intenzione di rendersi indipendente il prima possibile e gli impone di lasciare l'impiego presso la Trump Organization per poter badare congiuntamente ai bambini. Sebbene possa sembrare una giusta ripartizione dei compiti genitoriali, non bisogna dimenticare il contesto ben diverso in cui la serie è ambientata e, soprattutto, gli anni trascorsi da Patty all'ombra di Stan, relegata tra le mura domestiche senza possibilità alcuna di autoaffermazione che prescindesse dalla sua condizione di sposa e madre.
Come la migliore delle mamme, Blanca riesce a tirare fuori il meglio dalle persone che accoglie sotto la propria ala protettrice: se questo è stato evidente sin da subito con Damon, è grazie a Pray e soprattutto a Elektra che l'eccezionalità del suo ruolo valica in via definitiva le divergenze anagrafiche, aiutando il primo a ritrovare la gioia di vivere dopo la perdita del compagno e la triste diagnosi, e la seconda a dare un valore a se stessa che vada al di là del mero aspetto fisico grazie a un impiego che ne mette in luce le doti caratteriali.
È quindi, come detto, un lieto fine a 360 gradi quello che Ryan Murphy ha deciso di dare ai suoi protagonisti e, di conseguenza, al suo pubblico: nell'atmosfera festosa e glamour della ballroom, Pose sfavilla in tutta la sua gloria, terminando il proprio primo arco narrativo in una grande festa che diviene inno alla fratellanza e all'accettazione di sé. I problemi dei personaggi non sono certo svaniti, ma la tristezza viene momentaneamente spazzata via da una consapevole ondata di amore "familiare" che traspare dalla comunità. Seppur consapevoli che questa euforia non potrà durare a lungo, applaudiamo alla degna conclusione - per quest'anno - di un'opera che ha saputo celebrare il meglio del mondo che si proponeva di raccontare, guadagnandosi un posto nel cuore del pubblico e, per molti versi, nella storia televisiva del 2018.