Quantico 2x01, "Kudove": la recensione
Ecco la nostra recensione del primo episodio della seconda stagione di Quantico, che riconferma alcuni dei difetti già emersi nella prima stagione
Tutt'altro. L'esordio di stagione segue pedissequamente lo schema narrativo già rodato finora, in un andirivieni frenetico che alterna passato e presente confondendo più di una volta lo spettatore, frastornato e incapace di mettere a fuoco una singola linea temporale prima di essere forzatamente spinto in quella successiva. Tornano i drammi sentimentali di Alex e Ryan (Jake McLaughlin), incentrati ancora una volta sulla fiducia traballante dovuta, stavolta, al reclutamento di entrambi nelle fila della CIA per indagare su un addestramento sotterraneo i cui dettagli sembrano essere ancora piuttosto oscuri.
Né la novità arriva dalle attività svolte da Alex e compagnia bella in quel della cosiddetta Farm della CIA: ancora una volta, i ragazzi si trovano a dover fronteggiare esercizi che ricordano in tutto e per tutto quelli dell'addestramento a Quantico. La sostanziale differenza sta, semmai, nel fatto che l'ex prima della classe Alex si trovi, in questo nuovo contesto, vagamente spaesata e finisca in fondo alla graduatoria settimanale e, quindi, a rischio di un'eliminazione che ci sentiamo di poter drammaturgicamente escludere, almeno per adesso.
E l'attentato al summit dei capi di stato? Di per sé, questa nuova minaccia terroristica costituisce l'elemento più magnetico ed entusiasmante - in particolare nella scena finale - di una première altrimenti piuttosto fiacca. Se alcune dinamiche ricalcano stancamente quanto già visto nella prima stagione, la situazione sembra tuttavia offrire materiale per parecchie puntate, e la speranza è davvero che la serie riesca a ridurre al minimo le storyline collaterali, per concentrarsi sull'azione contemporanea e gestirla in modo accattivante come il pubblico più affezionato a questa serie merita di vedere.