Ricchi a tutti i costi, la recensione
Cinica, non buonista, pronta a esporre i valori peggiori per vitalità, Ricchi a tutti i costi è una commedia vera e addirittura divertente
La recensione di Ricchi a tutti i costi, la commedia con Christian De Sica e Angela Finocchiaro disponibile su Netflix dal 4 giugno.
Questa volta non ci sono dei genitori a fingersi diventati ricchi di colpo per attirare i figli e poter stare un po’ con loro, ma una nonna realmente diventata ricca improvvisamente che sfoggia uno spasimante, più giovane di lei e con una storia di anziane signore fatte fuori nel suo passato. Quando i due decidono di sposarsi a Minorca, il resto della famiglia non ci sta, vuole quei soldi per levarsi sfizi, per recuperare un’attività in perdita o rimediare ai propri errori e, disperata, opta per la soluzione radicale: fare fuori il cacciatore di donne ricche. Il format è un po’ quello delle commedie di Adam Sandler per Netflix (scenari esotici, dinamiche familiari, trama di genere), risolto però con meno azione e più commedia di situazione e dialogo.
Questa è la versione più spinta del film precedente. Più nera, più comica. Lo spunto è limato meglio e funziona, il casting è sensato (gli attori sono al 90% gli stessi del precedente ma qui i loro personaggi gli calzano meglio), c’è un congegno di sceneggiatura ben scritto che crea tensione (l’arrivo del matrimonio e la crescente esigenza di compiere quest’omicidio) ed è soprattutto un film interpretato bene, con un buonissimo tempo comico. Insomma, fa strano dirlo ma questa è una commedia Colorado riuscita! Ci mette nelle scarpe di personaggi che sappiamo tenere ai soldi e basta, rifugge i buonismi finali (il che vuole dire che stima almeno un po’ il proprio pubblico e non lo tratta come un idiota a cui ricordare che “non è bello avere certi pensieri”).