Rosaline: la recensione
Versione ironica di Romeo e Giulietta narrata dal punto di vista della cugina di quest'ultima, Rosaline parte con una certa sagacia che poi viene meno
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Nell'indistinguibile cornice veronese, vediamo un ragazzo salire di nascosto su un balcone dove lo attende una ragazza: lui è Romeo, mentre lei scopriamo poco dopo essere non Giulietta, ma la sua cugina, la Rosalina del titolo, con cui all'inizio ha una relazione da tenere segreta. Lei è infatti, come da tradizione, costretta a nascondere i suoi sentimenti a causa della faida tra le due famiglie rivali dei Montecchi e dei Capuleti e ad affrontare un padre che la vuole a tutti costi maritare con chi li fa più comodo. I due amanti si danno appuntamento a una festa in maschera; per un imprevisto però Rosalina non riesce ad arrivare e così Romeo incontra finalmente Giulietta, della quale subito si innamora. Rosalina scopre dunque la vera pasta del giovane, superficiale conquistatore che ad entrambe ripete le stesse, vanesie, frasi sentimentali, ma non perde il desiderio di rovinare la nascente storia d'amore e ritornare nelle sue braccia.
Dando voce a un personaggio ai margini della celebre opera (Rosalina viene solo citata in Shakespeare) il film di Karen Maine ne esaspera il lato comico, giocando su quanto oggi è più "attuale". I ricchi membri delle due famiglie rivali sono altezzosi e superbi, interessati solo al nome e all'onore, mentre la protagonista rivendica la possibilità di scegliere il proprio destino, di sposarsi con chi desidera ma senza avere figli. Risponde con arguzia e sarcasmo a tutti i pretendenti proposti dal padre, aiutata da un valletto gay e da una nutrice-confidente costretta a una mansione inferiore alle sue abilità e conoscenze. Tra momenti musicali con pezzi moderni e riferimenti alla contemporaneità, il film mette in scena il contrasto parodico tra situazioni storiche e tendenza universali, con un'approccio però diverso da quanto ci potevamo aspettare.
Tutto questo però si ferma alla prima metà del film che poi vira decisamente verso Giulietta, e propone un intreccio avventuroso dove i tipici passaggi della storia di Romeo e Giulietta sono narrati sempre con ironia, ma senza la sagacia mostrata in precedenza. Rosalina va dunque incontro al biasimo e poi alla redenzione, e il film verso un finale che instrada la sua parabola nella direzione più convenzionale. Qualora ci fosse anche lì un secondo livello di lettura, è troppo latente per emergere davvero.