Secret Empire 1, la recensione
Abbiamo recensito per voi Secret Empire 1, realizzato da Nick Spencer e da Steve McNiven
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Facci adunque un Principe conto di vivere e mantenere lo Stato; i mezzi saranno sempre giudicati onorevoli, e da ciascuno lodati.
Come un navigato Principe del terzo millennio, Steve Rogers ha attuato un piano a lungo termine con il quale, mossa dopo mossa, è riuscito a mettere in scacco i supereroi dell'Universo Marvel: Capitan Marvel e Alpha Flight non posso tornare sulla Terra a causa di uno scudo spaziale realizzato per difendere il pianeta da attacchi alieni, mentre Doctor Strange, i Defenders e la città di New York sono intrappolati sotto una cupola di energia oscura. I pochi superstiti stanno dando vita a una strenua resistenza opponendosi al Leader Supremo dell’Hydra: Capitan America.
Rispetto agli eventi narrati sulle pagine di Secret Empire 0, la storia è ambientata alcuni mesi dopo, celando le fasi immediatamente successive al colpo di stato e la metodologia con la quale il nuovo ordine si è instaurato. Gli Stati Uniti d’America sono guidati dalla Sentinella della Libertà, mentre l’economia, il welfare, l’istruzione e ogni altro aspetto legato alla società civile è ora volto al consolidamento e all’accrescimento dell’influenza dell’Hydra sulla popolazione.
Questo è il drammatico scenario di Secret Empire, miniserie evento scritta da Nick Spencer, i cui primi semi sono stati piantati dallo sceneggiatore britannico nelle serie “sorelle” Captain America: Steve Rogers e Captain America: Sam Wilson. Ad affiancarlo in questo primo numero troviamo il disegnatore di Civil War, Steve McNiven.
Non possiamo non restare positivamente colpiti dall’imponente architettura progettata da Spencer: ogni aspetto di Secret Empire 1 sembra tratto dal Manuale Cencelli, ogni dettaglio dell'inedito assetto politico è ben curato, cosa che rende la storia quanto più realistico si possa trovare attualmente in un fumetto di supereroi. Ci troviamo di fronte a un prodotto maturo, date le tematiche trattate, che spinge il lettore a spostare la sua attenzione sulla situazione politica che stiamo vivendo. La repressione messa in atto contro gli Inumani o gli accordi stretti per confinare i mutanti a Madripoor mascherano scenari attuali, elementi che Spencer inserisce con intelligenza senza snaturare l’anima del progetto.
Sebbene il tono sia serio e la gravitas permei queste pagine, non mancano brevi incisi in cui emerge uno humour - spesso nero - che concorre a smorzare la tensione crescente. L’attenzione si concentra su un ampio cast di comprimari e, a dispetto di altri eventi di questo tipo, nessun personaggio risente di una gestione superficiale e banale grazie ai dialoghi ben dosati.
L’inizio della saga è dei più promettenti: il velo di mistero che avvolge il periodo antecedente a questo episodio lascia tanti interrogativi aperti, oltre a creare i giusti presupposti per il prosieguo.