Secret Invasion 1×05 “Raccolta”, la recensione
Secret Invasion continua la propria corsa mantenendo qualità e uniformità, ma senza riuscire mai davvero brillare
La recensione del quinto episodio della serie Secret Invasion, intitolato Raccolta, disponibile su Disney+
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Eppure ora ci siamo. Ci stiamo avvicinando al finale di stagione, spesso molto problematico per i serial televisivi della Marvel. Abbiamo visto questa mattina il quinto episodio di Secret Invasion, diretto da Ali Selim e scritto dal duo formato da Michael Bhim e Brian Tucker. Si tratta della penultima puntata dello show, che si avvia quindi verso la conclusione, prevista per la prossima settimana. Saranno riusciti gli autori a costruire un crescendo avvincente, in previsione dello scontro decisivo tra Fury e Gravik? Scopriamolo insieme.
CONFLITTO
Dopo i tragici eventi ai quali abbiamo assistito la scorsa settimana, questo episodio di Secret Invasion si apre con un momento di tensione tra Fury e Rhodes, quest'ultimo incapace ormai di mascherare le proprie intenzioni. Il conflitto è ormai alle porte e Gravik sembra seriamente intenzionato a far scoppiare una Terza Guerra Mondiale, pur di raggiungere il proprio obiettivo che viene finalmente rivelato e che dona alla vicenda un significato del tutto diverso, meno patriottico e più egoistico ma, paradossalmente, più “umano”. Nick Fury dovrà quindi capire con chi allearsi, preparando il campo di battaglia per lo scontro finale che non sarà per nulla semplice, visti i nuovi poteri di Gravik che rendono il terrorista il primo Super Skrull del Marvel Cinematic Universe.
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SAMUEL L. JACKSON COL PILOTA AUTOMATICO
Per quanto riguarda le interpretazioni dei vari attori, ci troviamo di fronte ancora una volta ad alti e bassi. Samuel L. Jackson è ormai una garanzia. Non stupisce, non brilla particolarmente, ma non sbaglia un colpo, mantenendo l’innegabile carisma della spia americana di casa Marvel. Per l’ennesima volta, però, ci sentiamo di bocciare la G’iah di Emilia Clarke, tanto vuota dal punto di vista narrativo, quanto poco interessante a livello recitativo. Un grande spreco per un’attrice tanto brava.
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Le scene migliori dell’episodio sono però quelle legate alla Sonya Falsworth di Olivia Colman, attrice inglese nota principalmente per Broadchurch, The Crown e The Father. Il suo carisma e il suo fascino rubano la scena a tutti gli altri attori durante ogni sua comparsa. Un merito evidente anche nelle scorse puntate, ma che qui viene nuovamente valorizzato dalla regia e dalla sceneggiatura.
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