Shiva Baby, la recensione
Tutto giocato in interno con le armi del cinema e il lavoro sullo sguardo, Shiva Baby è l'esordio migliore degli ultimi due anni
Negli ultimi due anni non c’è stato esordio più esordio di Shiva Baby. Emma Seligman mette in piedi un tour de force di ritmo e sceneggiatura con pochissimi mezzi elementari e una capacità da maestro navigato di gestire tempi e spazi. Tutti i limiti di Shiva Baby vengono ribaltati per diventare punti di forza o sono aggirati con tecniche di racconto e capacità di messa in scena. Intere sequenze che potevano essere complicate vengono ridotte all’essenziale e risolte con uno sguardo, uno stacco di montaggio giusto o anche solo la composizione di un’inquadratura. In questo film pieno zeppo di parole, è la regia a parlare più di tutti.
La protagonista, lo vediamo nella prima scena, ha un amante più grande di lei che un po’ la mantiene un po’ le fa dei regali. Uno sugar daddy, nel gergo americano, di cui lei è la sugar baby. Allo shiva a sorpresa arriva anche lui, poiché amico del padre, con moglie e figlio appena nato. Le solite pressioni sulla protagonista che sta finendo l’università, non ha grandi prospettive di lavoro, non ha una storia sentimentale stabile e viene riempita di frecciatine da una sua ex anch’essa presente allo shiva (e di cui non ha mai detto nulla a nessuno essendo una relazione omosessuale), cresce lungo tutto il film.
Emma Seligman ha chiara la differenza tra il dispositivo di tensione, cioè il complesso di tecniche, espedienti e svolte che tengono lo spettatore sulla punta della sedia, e il senso del film. È sempre attenta a dosare e usare il primo per lavorare sul secondo. Questo inferno di parenti e di dita puntate crea un arco narrativo, la passione e la tempesta attraverso cui deve passare la sugar baby di questo shiva in cerca di una purificazione. E un finale ariosissimo che si svolge nello stretto di un’auto, non fa che aumentare l’idea di aver passato poco più di un’ora in quasi tempo reale nella vita di una ragazza il cui stile di vita e le cui scelte sono sempre un problema.