Star Wars: L'Erede di Jedi, la recensione
Abbiamo recensito per voi Star Wars: L'Erede dei Jedi, romanzo di Kevin Hearne dedicato a Luke Skywalker
Specifichiamo subito che il lettore che si aspetti grandi sorprese e colpi di scena non li troverà ne L’Erede dei Jedi. Il periodo, anche per quanto riguarda la continuity Disney, è ormai piuttosto pieno di materiale e lo spazio di manovra è limitato: non ci si può ovviamente aspettare di trovare grandi rivelazioni circa Luke Skywalker, Leia Organa o gli altri comprimari che appaiono nel romanzo.
Kevin Hearne, raccontando la vicenda in prima persona, dal punto di vista di Luke, ci fa ritrovare il ragazzo spaesato e sognatore del primo Guerre Stellari. Un giovanotto che, dopo aver fatto il suo “primo passo in un mondo più vasto” non sa come procedere nel cammino in cui è stato iniziato dal vecchio Obi-Wan, e che dovrà trovare da solo le risposte che cerca.
La scoperta della possibilità di muovere gli oggetti tramite la Forza, procede di pari passo con lo svolgersi di un’avventura piacevole seppur non esaltante: quella che potrebbe essere definita la “normale amministrazione” nella vita di un combattente della Ribellione. I nuovi comprimari sono personaggi interessanti, seppur sia chiaro fin dal principio che non sono destinati lasciare grandi tracce nella vita di Luke, soprattutto per quanto riguarda Nakari Kelen, interesse romantico del giovane Jedi. Qualunque sia il destino della ragazza, figlia di un capitano d’industria e votata alla ribellione, la sua assenza - non solo dai successivi film ma anche dai fumetti Marvel - lascia supporre fin dal principio che il legame che sembra crearsi tra lei e Luke non sia destinato ad essere qualcosa di importante.