Star Wars: Visions, la recensione
Con i suoi corti realizzati in Giappone, Visions è prodotto molto valido, che ci ricorda che Star Wars può e deve essere qualsiasi cosa
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Se è vero che Star Wars ha sempre avuto un'anima orientale, allora Visions è quasi un ritorno a casa. Nel momento in cui viene raccontato da studi d'animazione giapponesi, Guerre Stellari si spoglia di tanti dei suoi filtri, e propone racconti più legati alle sue radici. Il jedi è un samurai, la spada è una katana, il comandante imperiale è un signore feudale da abbattere. E se questa regola non è rispettata da ognuno dei nove cortometraggi qui proposti, al tempo stesso è spesso lo scheletro sul quale costruire vecchie e nuove vicende. Alcune ripetizioni, un certo desiderio di vedere ancora più sperimentazione, ma Visions è prodotto molto valido, che ci ricorda che Star Wars può e deve essere qualsiasi cosa.
Decisamente radicale è l'impatto con The Duel, della Kamikaze Douga (Le bizzarre avventure di Jojo). Qui è forte l'ispirazione al cinema di Akira Kurosawa, che con La fortezza nascosta era stato tra gli ispiratori di Star Wars. Un bianco e nero molto sporco fa da cornice da una sfida tra due guerrieri: è già uno dei migliori corti del lotto. Tatooine Rhapsody dello Studio Colorido (Penguin Highway) è invece il più leggero dei corti. Una rock band è in pericolo quando Jabba cerca di catturare uno di loro. Un episodio senza combattimenti e con poche pretese, una piccola storia che fa da intermezzo rispetto a puntate più tese.
The Twins dello Studio Trigger (Promare) è il gioiello della raccolta. Due gemelli in lotta tra di loro per un grande potere. Come nello stile dello studio, tutto è ipercinetico, coloratissimo, assurdo, sfrenato. Se siete fan del loro stile, lo amerete tanto. The Village Bride dello Studio Kinema Citrus (Made in Abyss) è ambientato in un villaggio sotto una dominazione opprimente. Due jedi arrivano sul posto alla vigilia di un evento importante. Lo stile e il design si fanno più basilari, il ritmo più rilassato, il punto forte è il racconto della piccola comunità contrapposta alle grandi storie della galassia. La storia è semplice e prevedibile.