Succession 4x07, "Tailgate Party”, la recensione
Il settimo episodio di Succession ricorda che gli eventi sono in balia della contingenza: il tempo sbagliato o la stanchezza cambiano tutto
La recensione dell’episodio 7 della quarta stagione di Succession, disponibile su Sky e in streaming su NOW
Continuano le manovre per l’accordo con Go Jo, questa volta il match si svolge interamente in casa di Shiv, a New York. Difficile immaginare un finale in cui tutti questi personaggi qui riuniti non finiranno a pezzi. Lo showrunner Jesse Armstrong sta rendendo per loro dolorosissima ogni trattativa. Si scoprono i segreti di Mattson, ma nonostante i Roy abbiano per la prima volta tra le mani una grande occasione, il lutto non processato bussa alla loro porta, pronto a far crollare tutto. Viene da pensare infatti che tutto quello che hanno ottenuto fino ad ora l'abbiano fatto un po' per caso, andando a sensazione.
Tensioni e rilasci
Tutti sono contemporaneamente fortissimi e fragilissimi. Brave persone e villain. Assistiamo così a una litigata mozzafiato tra Shiv e Tom (inutile ribadire ancora una volta quanto le performance siano perfette) e non si sa da che parte stare. C'è poi l’innesco di due bombe che potrebbero esplodere.
Alexander Skarsgård si è integrato benissimo al resto del cast con il suo Lukas Mattson. È l’indiscusso mattatore di questa stagione. Il suo compito era difficilissimo: andare a riempire il vuoto lasciato da Logan Roy negli equilibri della scrittura e spezzare la famiglia.
Succession e i non detti
È importante avere attori così raffinati ad interpretare la sceneggiatura, perché in Succession basta anche uno sguardo per cambiare tutto. Così da spettatori si diverte ad analizzare anche la postura: Lukas emana savoir-faire eppure a volte è schiacciato da un peso invisibile (abbiamo capito in questa puntata qual è). Gesticola sullo sfondo, si muove nello spazio per muovere le sue pedine.
È quest’ultima il soggetto principale di questa ora di grande TV. L’accordo si sta facendo tra gente stanca, spaventata, addolorata. I licenziamenti avvengono con crudele freddezza, ma anche chi licenzia ascolta voci sul proprio, imminente, esonero.
Comunque andrà a finire Succession, non andrà tradita l’idea straordinaria alla base: tutto quello che vediamo poteva andare diversamente se fosse capitato in un altro tempo, in un altro spazio. Oppure avendo dormito qualche ora in più.