The Defenders 1x02 "Un bel gancio destro": la recensione
Secondo episodio di The Defenders: il gruppo non è ancora formato, ma si moltiplicano gli incontri e la minaccia è più concreta
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E se il ritmo narrativo da spalmare sulle otto puntate previste al posto delle tredici canoniche appare come qualcosa di diverso rispetto al solito, gli showrunner Doug Pietre e Marco Ramirez muovono tutto in avanti con le giuste tempistiche. Dove il primo episodio di The Defenders ha tenuto separati i personaggi, ognuno impegnato a seguire la propria pista verso un obiettivo comune che possiamo vedere all'orizzonte, il secondo episodio va avanti. Arrivano i primi collegamenti, quelli che vedono apparire insieme da un lato Matt Murdock e Jessica Jones e dall'altro Luke Cage e Danny Rand. Ma si moltiplicano anche le apparizioni di personaggi noti come Jeri Hogarth, che vediamo insieme a Foggy, e ancora Misty, ma anche Stick.
L'incontro tra Jessica Jones e Matt Murdock è appunto solo questo: un incontro. Sull'apparizione dell'avvocato partono i titoli di coda e la promessa di tornare a quel momento che basta a se stesso. Anche qui Jessica finisce per trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, incontrando sulla sua strada Elektra e la sua forza. Per lei come per Luke è il momento della sorpresa e della scoperta della propria debolezza. Forse un punto da cui ripartire una volta presa coscienza dei propri limiti. E questo sembra essere un trend comune a tutti i personaggi messi in campo nelle prime due puntate, buoni e villain.
La stessa Alexandra, che appare ancora vestita di bianco a confermare una prima interpretazione emersa dalla première, è stata ancorata fin dalla sua prima apparizione ai suoi limiti più grandi. Stick è prigioniero, Elektra non è più se stessa, Madame Gao pare dipendere dal volere di Alexandra. I quattro protagonisti, nonostante le rispettive vittorie nelle stagioni precedenti, sembrano aver fatto un passo indietro, quasi sotto il profilo della loro autoconsiderazione. Su ognuno di loro pendono sensi di colpa per le vite non salvate. Eroi e villain spinti in avanti dalle circostanze, venendo a patti con ciò che sono e abbracciando ciò che devono essere.