The Don Rosa Library: Zio Paperone & Paperino vol. 5, la recensione
Abbiamo recensito per voi il quinto volume di The Don Rosa Library: Zio Paperone & Paperino
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Zio Paperone e il Tesoro Sotto Vetro si ispira vagamente alla barksiana L'Eredità di Paperino, e come questa storia è incentrata su una caccia al tesoro, o meglio su una caccia alla mappa del tesoro. Paperone si mette infatti sulle tracce di alcuni relitti sommersi e scopre che, come nel XVIII Secolo, la parte più difficile non è rintracciare galeoni affondati ma trovare il modo di riportarli in superficie.
Zio Paperone e il ritorno a Xanadu è un "doppio sequel" che prende forma da Zio Paperone e la Corona di Gengis Khan e Zio Paperone e la Dollerallergia, anche se il collegamento con quest'ultima viene svelato solo a metà della vicenda; un altro forte segnale di come Rosa volesse intervenire sulla mitologia dei Paperi (l'anno successivo sarebbe cominciata la sopracitata Saga) viene da una frase sibillina pronunciata dal Grande Lama di Trulla a Qui, Quo e Qua: le intenzioni dell'autore erano quelle di riportare in scena i genitori dei tre paperotti, ma l'idea venne abbandonata quando si rese conto che sarebbe stato strano troppo strano stabilire un nuovo status quo.
Purtroppo, la collocazione degli approfondimenti redazionali e di alcuni storyboard prima della storia non è delle più efficaci, in quanto offre al lettore diversi spoiler (seppur debitamente segnalati), quando l'impaginazione ne avrebbe guadagnato posizionando in coda al fumetto l'articolo, o almeno una parte di esso.
Emblematica l'introduzione di una vignetta ricca di dettagli, che in passato l'editore aveva scartato e fatto ridisegnare in una versione semplificata. In un certo senso, Don Rosa ammette la correttezza della scelta, salvo poi reintegrare all'interno delle tavole la sua prima creazione, relegando ai "contenuti speciali" quella riveduta: ancora una volta è lui a decidere cosa sia meglio, pur avendo in qualche modo riconosciuto i suoi limiti grafici dell'epoca.
Troviamo conferma di questa visione personale nell'introduzione a Paperino in Tempo Rubato, un divertente furto della Banda Bassotti attuato grazie a un macchinario di Archimede in grado di fermare lo scorrere del tempo: Don Rosa fatica a nascondere il pentimento per aver inserito alcune gag legate ai becchi o alle zampe palmate dei personaggi, ribadendo che lui li vede come rappresentazione stilizzata degli esseri umani.