The Falcon and the Winter Soldier 1x05: la recensione
L'episodio più lungo di The Falcon and the Winter Soldier è anche il più riflessivo
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Steve Rogers era il Captain America della speranza. I suoi erano davvero gli Stati Uniti che gridavano libertà senza timore di retorica nello scenario della Seconda Guerra Mondiale. Steve, ingenuo, puro, era fin da subito un personaggio emblematico e simbolico. Doveva esserlo per forza, con un nome come Captain America che sfidava qualunque disillusione e contraddizione. Ci riusciva perché, nonostante il nome, era fedele ad un principio e non alle istituzioni, come mostrava Civil War. Da allora, ogni capitano che sarebbe arrivato avrebbe seguito la stessa sorte, diventando secondo i casi rappresentazione incarnata di uno dei mille volti degli Stati Uniti. E questo penultimo episodio di The Falcon and the Winter Soldier si regge tutto sul confronto ideale tra quanti hanno usato questo nome.
John Walker era il Captain America della paura. Sottilmente, certo molto di più di altre tematiche trattate dalla serie, scorre nel personaggio il trauma dei reduci di guerra. Prima sfruttati, poi premiati, poi lasciati a se stessi. Walker non è difendibile nelle sue azioni, ma la sua solitudine è il frutto marcio nato da chi lo ha premiato per gravi azioni in guerra e gli ha chiesto di accettare troppi compromessi. A Walker non rimane che inveire contro la corte militare, essere tentato dalla Contessa Valentina Allegra de Fontaine (c'è il cameo sorprendente di Julia Louis-Dreyfus!) e infine forgiare da sé il proprio scudo. Anche in questo caso, The Falcon and the Winter Soldier è una serie sugli ultimi e i dimenticati: rifugiati, reduci, categorie sistematicamente discriminate. Ognuno di loro con la propria maschera da indossare.
Sam Wilson è il Captain America del futuro. Quantomeno, l'auspicio è che lo sia. La serie Marvel ha scelto la strada più tortuosa e sofferta per raccontare il passaggio dello scudo. Ma era anche la più giusta. Questo è l'episodio più lungo della serie, ma è anche il più riflessivo nonostante si apra con un'intensa scena d'azione. Il resto procede sui binari della metafora concreta, in una serie in cui ogni cosa sembra rappresentare altro. La sistemazione della barca da pesca della famiglia di Sam si accompagna non a caso con il montaggio dell'allenamento del personaggio con lo scudo e per lo scudo. E ci saranno i dialoghi salienti, quelli con Sarah, con Isaiah, con Bucky. A proposito di quest'ultimo, lo vedremo risparmiare Zemo, che però viene consegnato alle wakandiane e probabilmente lascia così la serie.
Vi ricordiamo che tutte le informazioni sullo show sono disponibili nella nostra scheda.