The Flash 2×01, "The Man Who Saved Central City": la recensione
La nostra recensione della première della seconda stagione di The Flash, intitolata "The Man who Saved Central City"
Una lezione di vita che i The Rokes cantavano in una celebre hit degli anni Sessanta e che il Barry Allen interpretato da Grant Gustin sembra aver appreso perfettamente, o almeno così pare dalla visione del primo episodio della seconda stagione del The Flash targato The CW.
Le ripercussioni di questo evento sui vari personaggi della serie sono il leitmotiv della puntata, in cui Barry è chiamato a riedificare la sua città e il legame con i suoi amici. Atom Smasher (Adam Copeland), il villian che Flash dovrà fronteggiare nel corso dell'episodio, ha proprio la funzione di far comprendere al velocista mascherato che nonostante i suoi poteri, senza l'aiuto e il supporto delle persone a lui care non potrà mai essere l'eroe di cui Central City ha bisogno. Tra queste però non ci sarà più suo padre Henry (John Wesley Shipp), che ha preferito lasciare la città in seguito alla sua scarcerazione, così da permettere al figlio di compiere il proprio destino.
Tutta la première è disseminata di riferimenti e strizzatine d'occhio ai fumetti che manderanno in visibilio i fan della DC Comics: dal Flash-segnale, chiaro omaggio alla figura di Batman, all'accenno ai superpoteri di Cisco (Carlos Valdes), in grado di connettersi a mondi paralleli sfruttando le vibrazioni e sempre più vicino ad assumere l'identità di Vibe. Da segnalare anche la divisa 2.0 di Flash, con la saetta oro su sfondo bianco come mostrato nell'articolo del giornale di Gideon nella precedente stagione, e l'abilità di creare tornado con le braccia utilizzando l'energia assorbita durante i velocissimi spostamenti.
Insomma, un rientro in grande stile per il velocista di casa CW, che con un episodio equilibrato chiude i quesiti lasciati aperti in Fast Enough e ci proietta verso una seconda stagione incentrata sull'esplorazione del Multiverso. Aspettando la puntata di martedì 13 ottobre, non resta che augurarci che il ritorno di Arrow possa bissare questo risultato e perché no, magari superarlo.