The Handmaid's Tale 1x09 "The Bridge": la recensione
La nostra recensione del nono episodio della prima stagione di The Handmaid’s Tale intitolato The Bridge
Con il penultimo episodio della prima stagione di The Handmaid's Tale, torniamo finalmente a Gilead ed a concentrarci sul destino di Offred e della altre ancelle ed in particolare su Janine (Madeline Brewer). Se dovessimo trovare una parola per descrivere questa particolare puntata, probabilmente sceglieremmo "inevitabilità": sebbene questa serie ci abbia spesso sorpreso con scioccanti scoperte ed eventi inaspettati, non possiamo dire che quanto accada in The Bridge ci colga infatti di sorpresa, la fine di Janine sembrava scritta nella stelle e come spettatori stavamo solo attendendo che l'inevitabile accadesse.
Anche il ruolo di Ann Dowd (zia Lydia) è particolarmente interessante in questo episodio, benché sia marginale, nella sua follia zia Lydia ha dimostrato di credere fermamente nel messaggio di Gilead, tanto da difendere "le sue ragazze" quando lo riteneva opportuno e necessario e nel modo in cui osserva Janine sfidare il vuoto, con in braccio la piccola Angela, scorgiamo una traccia di umanità persino in questo personaggio nel quale è difficile trovare qualche tratto positivo, il che è una nota di merito per l'attrice, che sicuramente ha saputo comunque comunicare molto anche con il poco spazio che viene dato nell'episodio al personaggio.
Poi naturalmente ci sono Moira e June: la prima che ritrova se stessa dopo l'incontro con l'amica e la seconda che non smette di lottare (e rischiare), pur di trovare una via d'uscita e riabbracciare la propria figlia. La Moira che avevamo conosciuto agli inizi della serie era una donna sicura di sé, sfacciata, che aveva guadagnato il suo posto nel mondo senza chiedere scusa a nessuno, la stessa persona che era riuscita scappare dal centro, sfuggendo al destino di diventare un'ancella. Nel bordello nel quale era aveva finito per approdare, tuttavia, Moira aveva lentamente perso la sua verve ed aveva cominciato ad abituarsi a quella vita come schiava del sesso, in una forma diversa da quella delle ancelle, ma pur sempre annichilente. Incontrare di nuovo sulla propria strada June, avrà così lo stesso effetto che ricevere una secchiata di acqua gelata in pieno viso, perché Moira - in maniera quasi dolorosa - ricomincerà a vivere e sperare ed a sentire il desiderio di fuggire, di cercare qualcosa di meglio per dissetare la propria natura ribelle e così, proprio come agli inizi della serie, prende i suoi rischi e scappa, uccidendo un cliente e rubando la sua auto. Non ci viene dato di sapere se Moira riesca o meno nel suo intento, ma la trama legata alla sua fuga, in The Bridge si chiude con una nota positiva e con il suo largo sorriso mentre avvia il motore dell'auto e si allontana dopo aver aiutato June e averle consegnato un misterioso pacchetto.
- Serena Joy che irrompe nell'ufficio del marito, dopo che un'altra moglie insinua che suo marito Fred la stia tradendo (di nuovo) con la sua ancella;
- Il Comandante ed il suo minaccioso "non sono stupido" detto ad Offred, che sembra voler insinuare che non è così facilmente manipolabile;
- La consegna a Offred del misterioso pacchetto da parte di Moira.
Cosa sarebbe di Offred se Serena Joy scoprisse della sua relazione con il Comandante, se lui dicesse a June di sapere che ha cercato di usarlo o se qualcuno scoprisse quel pacchetto dal contenuto sconosciuto? Davvero il mondo di June è sul punto di crollarle addosso?
La risposta alla prossima settimana con l'ultimo episodio della prima stagione intitolato Night.