The Handmaid's Tale 3×12 "Sacrifice": la recensione
Una la scena più scioccanti dell'episodio Sacrifice di The Handmaid's Tale riporta alla mente un momento storico di Breaking Bad
Dopo che una Eleanor Lawrence sempre più agitata a causa dei suoi disturbi non più arginati dai farmaci, per ben due volte nel corso dell'episodio - una volta di fronte alle mogli dei comandanti Winslow e Putnam ed un'altra quando viene fermata poco prima che escisse di casa, decisa ad avvisare tutti i genitori dei suoi vicini dell'opportunità di mettere in salvo i propri figli sul cargo che è in procinto di partire - rischia di mettere a repentaglio il piano di June di salvare 52 bambini, la protagonista della serie decide di non aiutarla quando la scopre in fin di vita dopo un overdose di medicine mentre giace sul suo letto, il respiro sempre più affannoso e scegli di ritirarsi nella sua camera lasciandola morire.
Con la morte di Eleanor Lawrence, inoltre, il numero di vittime più o meno innocenti, imputabili direttamente o indirettamente alla protagonista della serie, sale a tre in questa stagione: una Marta, un'Ancella ed ora la moglie di un comandante e sebbene l'intento degli autori sia cristallino, dimostrare cioè come in circostanze eccezionali e dopo anni di abusi, anche una vittima possa trasformarsi a sua volta in carnefice, è difficile vedere la June che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, discendere questa pericolosa china, a prescindere dai motivi che la muovano.
A proposito degli Waterford, come si intuiva già dalla scorsa puntata, in Sacrifice viene confermato come Serena abbia tradito Fred per guadagnarsi il diritto di vedere la piccola Nichole, anche se questo significa dover affrontare Moira e riabbracciare la bambina di fronte ad un'assistente dei servizi sociali e senza potersi identificare come sua madre. Nonostante i loro crimini, la coppia è rinchiusa in quella che sembra più la stanza di un hotel a 5 stelle che una prigione e vedere in particolare Serena prendere tra le braccia la figlia che ha strappato a June, come se consegnare ai canadesi il marito sia sufficiente ad espiare i suoi stessi crimini, è qualcosa che fa decisamente digrignare i denti, soprattutto quando lei stessa gli consiglia pochi minuti prima di non rivelare nulla di Gilead e di ciò che lui sa dopo avergli confessato di averlo tradito. Come Moira sottolinea, Serena Joy è responsabile dei crimini di Gilead quanto il marito e la sola idea che non sia punita di conseguenza risulta inaccettabile, soprattutto considerato che non ha mai mostrato un'autentica traccia di pentimento e che in un modo o nell'altro è sempre riuscita ad ottenere ciò che voleva.
A Gilead, nel frattempo, con Fred in stato di arresto in Canada ed il comandante Winslow sparito nel nulla, i Figli di Giacobbe tornano a bussare alla porta di Joseph Lawrence, lo stesso al quale poco tempo prima avevano sottratto i molti privilegi, cercando una soluzione all'improvvisa mancanza di leadership e come Lawrence reagirà senza più la moglie accanto da proteggere, anche se al momento sembra voler mantenere la parola data a June, sarà tutto da vedere in vista del finale di stagione della prossima settimana.