The Terror 1x08, "Attacco all'accampamento": la recensione
Mentre la violenza dilaga con un attacco di portata devastante, The Terror non dimentica l'approfondimento psicologico dei propri protagonisti
Con Attacco all'accampamento, ottavo e terzultimo episodio, la serie prodotta da Ridley Scott diviene scenario di una tragica carneficina operata da Tuunbaq, accorso a seguito degli efferati delitti di Hickey ai danni di una famiglia indigena e dei propri stessi compagni Irving e Parr. Ironico assalto, poiché la belva decide d'attaccare l'accampamento inglese mentre - a seguito delle approfondite indagini condotte da Crozier e Fitzjames - Hickey smascherato attende d'essere impiccato su una forca di fortuna allestita dalla ciurma.
Ancora una volta, The Terror si dimostra maestra nel raggiungere e mantenere l'equilibrio tra azione e stasi, alternando eventi grondanti sangue e tradimento a momenti di straordinaria delicatezza psicologica: al toccante dialogo tra Fitzjames e Crozier, la cui germogliante amicizia temiamo possa essere presto interrotta dal fato avverso, fa eco il malinconico congedo del dottor Goodsir (Paul Ready) da Silence (Nive Nielsen), messa ancora una volta in pericolo dalle calcolate menzogne di Hickey.

"Tutte quelle storie che lei ha interpretato come atti di coraggio sono solo vanità. È sempre stato così. E ora siamo alla fine della vanità." In questa frase di Fitzjames è racchiuso uno dei significati più profondi di The Terror, accostabile per molti versi all'iconografia tradizionale della vanitas, simboleggiata da un teschio circondato di oggetti mondani. Ecco quindi i titoli, le raccomandazioni, gli avanzamenti di carriera di Fitzjames crollare miseramente come un castello di carte al primo soffio di vento.
Di fronte alla supremazia mortifera della natura, ogni atto di frivola ostentazione diviene ridicolo: come asserito da Crozier, l'unica cosa che può consolare l'uomo, schiacciato nella sua microscopica impotenza, è la fratellanza. Sulla scia di queste parole s'inseriscono il già citato scambio tra Silence e Goodsir e un castigato incontro tra Bridgens ed Henry Peglar (Kevin Guthrie), a metà strada tra una visita medica e una silente dichiarazione d'affetto.
