Thunder Force, la recensione
Thunder Force è un film che, erroneamente, si prende dannatamente sul serio, e la cui ironia autoreferenziale non risulta in alcun modo sufficiente a mettere in atto una riflessione di più ampio respiro sulla figura del supereroe
Chicago, giorni nostri. Emily Stanton (Octavia Spencer) è una genetista che, volendo vendicare la morte dei suoi genitori ad opera dei Miscredenti - umani con superpoteri votati al male - crea un siero capace di dare superpoteri a persone comuni. La sua goffa migliore amica Lydia (Melissa McCarthy) si inietta però per sbaglio il siero, acquisendo una forza sovrumana. Le due, nonostante i litigi passati, proprio grazie all’equivoco si riavvicinano, diventando insieme il duo Thunder Force. Il loro scopo è rovesciare il crimine e fermare le azioni malvagie di “The King” (Bobby Cannavale) un politico dal palese sapore trumpiano che, non accettando la sconfitta alle elezioni come sindaco, orchestra la distruzione della sua sfidante politica.
La sensazione è quella della macchietta, sì della gag ma senza divertimento. L’ironia infatti sta solo nelle battute dei personaggi (principalmente di Melissa McCarthy) non nelle situazioni o nelle svolte di trama. La contraddizione di Thunder Force, che è anche il motivo principale per cui non funziona, è che mentre si presenta come una divertente riconfigurazione della figura del supereroe - Lydia viene dipinta come la più improbabile e inadatta dei supereroi - a questa non segue un ripensamento ironico su quello status, ma la storia procede esattamente secondo tutti gli stereotipi e gli elementi ricorrenti del genere, seguendoli tra l’altro con una spiazzante prevedibilità. Qual’è allora la particolarità di quel personaggio, se alla fine diventa esattamente come la norma richiede, eliminando le sue specificità iniziali?
A confondere, in ultima battuta, è quindi proprio la comicità, che pur volendo essere la marca distintiva del film qui brilla soltanto nelle scene della coppia Melissa McCarthy-Jason Bateman, l’uomo-granchio con cui si accendono siparietti erotici esilaranti. Per il resto, Thunder Force è un film che, erroneamente, si prende dannatamente sul serio, e la cui ironia autoreferenziale, di mere battute a bruciapelo, non risulta in alcun modo sufficiente a mettere in atto una riflessione di più ampio respiro sulla figura del supereroe.
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