Togo, la recensione
Prima produzione uruguaiana Netflix, Togo mette al centro una storia semplice dai valori universali, ma prevedibile e senza spessore
La nostra recensione di Togo, disponibile su Netflix dal 5 aprile
Togo (Diego Alonso) è un anziano che vive come parcheggiatore in un quartiere di una cittadina uruguaiana mai nominata, aiuta chi arriva lì a sistemare la propria auto, e poi le sorveglia. Ha un passato alle proprie spalle che questo lavoro gli permette di dimenticare, e prosegue così tutte le giornate, stringendo amicizia con i passanti. La povertà della zona emerge in pochi tratti, un bambino che gioca a pallone in una stretto androne, i poveri interni di alcune abitazioni, illuminati da flebili luci. Di questo quadro dunque non emerge tanto la durezza, le difficile condizioni, quanto l'ineluttabilità, veicolata dal carattere placido del protagonista, che sembra ormai farsene una ragione, pur con un tocco di liricismo per la bontà con cui questi compie le proprie azioni.
Tutto nella vita del protagonista cambia quando nel suo quartiere arrivano degli spacciatori intenzionati a prenderne possesso, senza guardare in faccia nessuno. E quando, allo stesso tempo, conosce e stringe amicizia con una giovane ragazza, Mercedes (Catalina Arrillaga) che preferisce la strada piuttosto che rimanere con i suoi genitori, ricchi ma distanti da lei. Togo la accoglierà nel suo mondo, inizialmente riluttante, per finire poi per proteggerla. Lei sembra voler tendere una mano verso il mondo criminale che cerca di portarla dalla sua parte, lui fa di tutto per tenerla lontana ma quando poi la situazione si fa insostenibile dovrà affrontare a viso aperto i criminali nella difesa del proprio territorio passando dall'essere distaccato a intervenire in prima persona. A questo punto, il film prima sembra diventare una sorta di Gran Torino, ma senza la profondità dei temi e personaggi né la mano registica di un Clint Eastwood, per poi confluirà nella resa dei conti nella grossolanità di un Io vi troverò in versione senile con il protagonista che tira un cazzotto e poi ansima dalla fatica.