Watchmen 1x01 "It's Summer and We're Running Out of Ice": la recensione
Sfuggente, complicata, spiazzante fin dal prologo, Watchmen è da subito una serie che non intende compiacere a tutti i costi
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Le coordinate spaziotemporali del prologo del Watchmen di Damon Lindelof sono tra le più strane che ci si potesse aspettare. Questo riadattamento del materiale di Alan Moore, che in realtà è una specie di sequel del fumetto originale, prende il via nel passato. Sarebbe un'occasione ideale per rassicurare i fan del materiale classico, mostrare volti e storie familiari per avvicinarli al proseguimento della storia. Nulla di tutto ciò. Di devastazione si parla, e dell'uccisione di cittadini innocenti, ma tutto assume radici più drammaticamente umane che fantascientifiche.
Non è chiaro, e un episodio è poco per dirlo, se questo Watchmen sia un'operazione troppo azzardata, ma bastano poche scene per capire che Damon Lindelof non intende compiacere a tutti i costi. Essendo già di per sé il sequel del fumetto, seppure di un caposaldo, lo show taglia fuori una grossa fetta di pubblico, per quanto rimpolpata dagli spettatori, appassionati o casuali, dell'adattamento di Snyder. Nella versione della HBO, Watchmen – almeno il titolo è rimasto lo stesso – non intende giocare sui facili accostamenti tra personaggi e versioni invecchiate, o almeno non solo su quello e non da subito. Peraltro, questo è un presente ucronico e alternativo, che ha già il proprio bagaglio di eventi con cui fare i conti.
A quanto pare, il diario di Rorschach è stato trovato e diffuso. La visione del mondo nichilista e violenta del vigilante ha attecchito e ha generato una cellula terroristica che cita le frasi più celebri del personaggio e ne indossa la maschera. In qualche momento del passato molti agenti di polizia sono stati attaccati, e da allora sono autorizzati a girare con le maschere. Tra questi c'era il personaggio di Regina King, la detective Angela Abar, che apparentemente ha lasciato la polizia, ma in realtà opera come vigilante speciale insieme a pochi altri selezionati dalle forze dell'ordine. L'idea di dover indossare delle maschere per proteggere la propria identità e la sicurezza dei propri cari è già un elemento tipico dei supereroi, con cui l'originale giocava e che qui è ancor più diffuso, forse normalizzato.
A proposito, Adrian Veidt è stato dichiarato morto, stando a quanto dicono i giornali, ma in realtà non lo è, stando a quello che vediamo in scena, con un Jeremy Irons abbastanza in salute, che vive in ritiro in una magione insieme a pochi servitori. Archiviato il fascino per l'antico Egitto e Alessandro Magno, il personaggio sembra non aver abbandonato i propri propositi di condizionamento del presente che lo circonda. Qui, ai due servitori dalla probabilissima natura artificiale, anticipa l'inizio di una recita intitolata "Il figlio dell'orologiaio", dove quest'ultima definizione si riferisce a Dr. Manhattan.
E gli orologi tornano spesso nel corso dell'episodio, evocati anche dai seguaci di Rorschach, a puntellare alcuni momenti carichi di tensione. Da segnalare anche la canzone Unforgettable, che era presente anche nella prima scena del film e serve a tracciare un accostamento tra il personaggio di Judd Crawford (Don Johnson) che morirà alla fine della puntata, e il Comico, che moriva nella prima scena del film. Si tratta di due eventi traumatici che in qualche modo lanciano la trama della serie.
La serie di Watchmen va in onda su Sky in contemporanea con gli Stati Uniti, dal 21 ottobre – alle 3 della notte fra il 20 e il 21 e poi alle 21.15 – su Sky Atlantic e NOW TV