Watchmen 1x07 "An Almost Religious Awe": la recensione
La riflessione su maschere e società tracciata da Watchmen trova un nuovo esaltante capitolo della propria storia, in un nuovo episodio praticamente perfetto
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In Vietnam, una bambina di colore è affascinata dall'eroina di un film blackspoitation. Quell'eroina mascherata si chiama Sister Night. È una suora, è sposata con Dio. Negli Stati Uniti, "nello stesso momento", una donna di colore è a riposo in un letto. Anche questa eroina mascherata si chiama Sister Night. Non è una suora, ma è sposata con un dio. C'è ironia in tutto questo, nella sincronicità di simboli e racconti lontani che si accordano in modi misteriosi. Forse solo un essere sovrannaturale che avesse uno sguardo assoluto su ogni cosa potrebbe coglierla, ma probabilmente non avrebbe il senso dell'umorismo necessario a riderne. La riflessione su maschere e società tracciata da Watchmen trova un nuovo esaltante capitolo della propria storia.
Dr. Manhattan può essere simbolo di molte cose, secondo le circostanze. E ovviamente anche secondo l'occhio di chi osserva. Ciò che per alcuni rappresenta la libertà assoluta, per altri è imperialismo culturale e politico. L'episodio si apre in Vietnam, con una bambina di colore che risalta tra la folla di asiatici. Un'immagine che già basta a restituire un'idea di diversità particolarissima, che verrà confermata anche nel resto dell'episodio con le vessazioni subite in orfanotrofio dalla giovane Angela. Di norma sarebbe tutto un flashback, e ovviamente lo è, ma è anche una proiezione della sua memoria, ancora influenzata dalla Nostalgia, che si lega ai ricordi del nonno.
C'è un arricchimento reciproco nei temi qui toccati che fanno rima tra di loro. Imperialismo e soffocamento culturale, nel feticcio blu di Dr. Manhattan mostrato soprattutto come marionetta. Il paradosso è qui, e torna per tutto l'episodio fino all'incredibile rivelazione finale. Può un essere assoluto diventare una marionetta nelle mani di altri? L'uomo che una volta era Jon Osterman diventa altro, un dio per tutti, un'arma per pochi, la persona amata per una sola persona. O forse due. Le cabine blu ci raccontano l'esigenza di confessarsi per moltissime persone, di chiedere aiuto, di rivolgere una preghiera seppure inascoltata al cielo, nella speranza che ci sia qualcuno dall'altra parte.
Watchmen non dimentica le proprie radici, le rielabora, affronta a testa alta il materiale originale. A differenza del lungometraggio, non teme di mostrare la creatura tentacolare spaziale, non ha problemi a proporre il look fedele del costume di Ozymandias, riesce a farsi chiaramente beffe di botole da supercattivi e monologhi che spiegano il piano malvagio. Accosta tutto ciò ad una narrazione forte, fatta di grandi immagini, simboli, idee che basterebbero a se stesse. Quanto è forte visivamente l'idea dell'elefante? Quanto è intensa la scena del test psicologico condotto dalla "madre clonata" di Lady Trieu? Quanto è sopra le righe, ma così affascinante, la transizione dagli occhi di Angela alle finestre del tribunale dove viene giudicato Veidt? Questo Watchmen è davvero meraviglioso.
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La serie di Watchmen va in onda su Sky in contemporanea con gli Stati Uniti alle 3 della notte tra domenica e lunedì e poi lunedì sera in versione originale alle 21.15 su Sky Atlantic e NOW TV.