Watchmen 1x09 "See How They Fly" (finale): la recensione
Tra le serie dell'anno, ammirevole esempio di sequel, Watchmen termina la sua corsa con l'ultimo episodio
Dal 2017 sono Web Content Specialist l'area TV del network BAD. Qui sotto trovi i miei contatti social e tutti i miei contenuti per il sito: articoli, recensioni e speciali.
Il nono episodio di Watchmen, ultimo della stagione e forse ultimo della serie, chiude tutti i punti rimasti in sospeso. Lo fa con approccio metodico e organizzato, senza sbavature né errori. Sicuramente meno libero e sfuggente e straordinario rispetto ad alcune puntate della stagione, le più sperimentali, quelle che davvero ricorderemo della serie di Damon Lindelof. Ma inevitabile nel chiudere le strade che dovevano essere chiuse, nel fornire certe risposte, nel dare una chiusura quasi secolare ad una storia che non sapevamo partisse da così lontano. See How They Fly è l'episodio necessario che mette la parola fine all'esperimento televisivo ispirato al fumetto di Alan Moore.
Questo tra le altre cose è anche l'episodio in cui vediamo più Ozymandias, ed è un piacere vederlo interagire con gli altri personaggi. Per larga parte della stagione la bizzarria e l'eccentricità di Veidt sembravano stonare rispetto al tono del resto della storia, e invece nel momento in cui si confronta con Laurie, Looking Glass e gli altri funziona davvero bene. Forse perché è Watchmen stesso a rigettare la seriosità e l'intoccabilità che spesso ci si aspetta quando si mettono le mani su opere così amate. In questo episodio, tra le altre cose, ci sono vari monologhi da non prendere mai seriamente. C'è Keene, soggetto chiaramente ridicolo, che si lancia nel classico discorso da villain e fa una fine patetica; c'è Trieu che viene zittita dalla moglie di Judd; c'è Veidt che viene stordito da Looking Glass.
La storia è incalzante e c'è una minaccia palese nel momento in cui Trieu può davvero assorbire i poteri di dr. Manhattan, ma al tempo stesso Watchmen sa fermarsi a respirare. In quei momenti puntualizza ciò che è davvero importante: il legame tra Jon Osterman e Angela Abar soprattutto, ma anche la memoria storica di quel che è accaduto, con una sequenza di uscita da un cinema-teatro che ricalca la prima scena della serie. Sono bei momenti, così come quello finale legato all'idea di uovo e alla trasmissione dei poteri. Tra l'altro, c'è anche l'ironia di intitolare l'episodio come un verso di I Am the Walrus dei Beatles (che in un altro verso dice "I am the egg man"). C'è chi lo chiamerà cliffhanger e chiederà a gran voce una seconda stagione, ma basterebbe ricordarsi l'ultima vignetta del fumetto per contestualizzarlo meglio.
Un sequel che non spiega, che dà per scontato tutto, che non si attarda ad aspettare gli spettatori, che cela personaggi storici e poggia su nuove tematiche e nuovi personaggi. Distillare qualcosa di così specifico da un caos simile è un evento straordinario, ma se lo chiedete a Dr. Manhattan userà altre parole.
CORRELATO A WATCHMEN 1X09: LA RECENSIONE
La serie di Watchmen va in onda su Sky in contemporanea con gli Stati Uniti alle 3 della notte tra domenica e lunedì e poi lunedì sera in versione originale alle 21.15 su Sky Atlantic e NOW TV.