Wayward Pines 1x04 "One Of Our Senior Realtors Has Chosen To Retire": la recensione
Quarto episodio per Wayward Pines: i Burke sono costretti ad adattarsi mentre cercano di scoprire la verità
Dal 2017 sono Web Content Specialist l'area TV del network BAD. Qui sotto trovi i miei contatti social e tutti i miei contenuti per il sito: articoli, recensioni e speciali.
“In a time of universal deceit, telling the truth is a revolutionary act”
Il tutto riprende, esattamente come era avvenuto per tutti gli episodi precedenti, e come sicuramente avverrà anche la prossima settimana, all'ombra del colpo di scena conclusivo. Le creature che hanno portato via il corpo dello sceriffo vengono, comprensibilmente, liquidate dal protagonista come lupi, e la famiglia Burke decide di rimandare per il momento ogni tentativo di fuga e tornare a casa. Niente "riconsiderazioni" né richiami per loro. Anzi, Ethan viene nominato sceriffo mentre nell'occasione conosciamo anche il sindaco Fisher – autorità solo di facciata – interpretato da Barclay Hope. I legami sociali vengono lanciati anche in direzione di Ben, che inizierà a frequentare la scuola e conoscerà la professoressa, e moglie del sindaco, Megan Fisher (Hope Davis), nonché una giovane del posto di nome Amy. I falsi sorrisi e l'inquietudine trasmessa dalla prima non sono certo una novità, mentre forse nel caso della compagna di scuola di Ben potrebbe trattarsi – sarebbe una bella idea – dell'ennesimo mezzo architettato da chi si trova dietro tutto.
Già, ma chi si trova dietro tutto? Inutile dire che anche questo quarto episodio gira parecchio a vuoto dal punto di vista delle rivelazioni e degli indizi. I personaggi si confrontano a distanza, non scendono mai nel dettaglio, anche quando sarebbe la scelta più ovvia, e quando lo fanno le risposte arrivano solo per aforismi e frasi fatte. È frustrante, e non ci lascia molto su cui rimuginare se non una gran voglia di dare in pasto ai "lupi" l'infermiera Pam e il suo sorriso da carceriere sadico. In particolare questa settimana a cadere sotto il suo giudizio è il giovane ribelle graffitaro Peter McCall (Justin Kirk). Non scopriremo molto su di lui, né lui ci dirà nulla di particolare sul grande mistero: addirittura libererà lo stesso Ethan dal pericolo di rifiutare un'esecuzione che non avrebbe mai potuto portare a termine.
Infine, per tornare alla citazione orwelliana di partenza, una riflessione. Il tema del condizionamento mentale, l'idea di una società che schiaccia l'individuo con delicatezza e con un falso sorriso sulle labbra non sono certamente nuove, e sono caratteristiche ben sviluppate da molti dei punti di riferimento di Wayward Pines, ma devono scegliere almeno uno tra due criteri fondamentali: o sono perfettamente spiegate e inquadrate (The Truman Show) oppure devono avere un valore simbolico così forte da far passare in secondo piano la logica stringente (Il prigioniero). Arrivato al quarto episodio lo show non dà certezze né in un senso né nell'altro.