Wayward Pines 1x06 "Choices": la recensione
Nuovo episodio carico di spiegazioni per Wayward Pines: quasi tutte le domande ricevono una risposta
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Choices è praticamente la seconda parte ideale, intervallata da una settimana di pausa nella programmazione, di The Truth. In quell'episodio le parole della Fisher si legavano alle azioni di Ethan, e infine il testimone passava a Pilcher, che ora tiene saldamente la scena per tutta la sesta puntata, protagonista degli eventi del suo passato e presente. Insieme a Ethan, scaviamo quindi nel passato di questa "arca" ibernata per più di duemila anni. Lo facciamo seguendo i primi, sconfortanti passi nella scoperta da parte di Pilcher di un'anomalia genetica che, nel probabile arco di alcuni secoli, si sarebbe manifestata portando alla rovina la civiltà. Tutto ciò che abbiamo scoperto nella scorsa puntata viene confermato: Pilcher predica nel deserto, e quindi decide, insieme a quella che scopriamo essere sua sorella Pam, di crearsi da solo la soluzione, per quanto drastica questa sia.
Innanzitutto spezziamo una lancia a favore della scrittura della serie. In mezzo a mille show che prosperano su domande e misteri improbabili, lasciati ad una soluzione che non si vede all'orizzonte, Wayward Pines – anche grazie alla sua particolare natura di serie evento – ha seguito una strada opposta. Un intero episodio riservato alla spiegazione dei misteri sembra un oggetto talmente estraneo alle nostre abitudini da portarci a dubitare di tutto ciò che ci era stato detto. Il sesto episodio della stagione interviene quindi innanzitutto non solo per chiarire, ma soprattutto per confermare quello che ci era stato raccontato dalla Fisher. La storia dell'anomalia e dell'ibernazione, tutto vero. A dar forza e puntellare il tutto intervengono poi dei flashback che non possono lasciare nessuno spazio a dubbi di sorta.
Il racconto va a toccare esattamente quelle note dolenti, quei punti deboli del racconto che potevano farci propendere per l'ennesima bugia ben architettata, e che invece ricevono una risposta che non potrà mai essere soddisfacente. In qualche modo Pilcher è stato l'unico in grado di scoprire l'anomalia e al tempo stesso l'unico in grado di realizzare il progetto Wayward Pines. La mutazione genetica si è effettivamente manifestata in appena duemila anni, portando al crollo della società, ma lasciando intoccata per tutto questo tempo la struttura, che non ha manifestato malfunzionamenti o altri problemi. Queste persone rapite e trascinate in un incubo a occhi aperti (ma perché Pilcher non ha cercato dei volontari?) hanno costruito dal nulla la cittadina in due anni e poi, a causa della pressione, si sono uccise tra di loro. Ai nuovi arrivati non è stato detto nulla, e queste persone per qualche motivo si sono adattate ai segreti, alle pubbliche esecuzioni e alla prigionia.