Wham!, la recensione
Wham! è un documentario pieno di musica, di aneddoti, di immagini. Di “curiosità” ce ne sono poche: è poco approfondito su temi specifici, ma decisamente esauriente sui fatti e sulla cronologia storica degli Wham!. Un buon punto d'accesso per chi magari vorrà in seguito approfondire.
La recensione di Wham!, disponibile su Netflix dal 5 luglio
Questi si potrebbero dire essere i fatti, ma in realtà è più che altro la tesi (con cui si può concordare o meno) che porta avanti Wham!, il documentario diretto da Chris Smith. Utilizzando esclusivamente video d’archivio uniti a immagini tratte da album di ritagli realizzati dalla madre di Michael lungo tutta la carriera del duo (non ci sono teste parlanti, solo voice over di Michael e Ridgley), Wham! arriva alla conclusione celebrativa sopracitata senza dare chissà quali prove, o senza raccontare molto il contesto. Questa è un po’ la pecca, dato il focus del documentario: offre un’ affermazione a cui ci si sente di dover dare ragione, ma perché ci ha persuaso per tutto il tempo della sua idea senza argomentarla troppo o creare forze narrative antagoniste.
Nel suo essere agiografico, Wham! è comunque un documentario di ottima fattura. Per quanto compilativo è infatti ritmato, piacevole da seguire, divertente. Entra nella narrazione subito, in modo quasi disorientante, e poi procede liscio e sicuro in ordine cronologico (a parte in un’occasione) per poi arrivare alla conclusione celebrativa sopracitata. È una storia di amicizia in primis, quella tra Michael e Ridgley, che nonostante la crescita vertiginosa e il superamento a destra di Michael che piano piano cresceva in sicurezza e capacità compositive/produttive, viene raccontata quasi come un idillio, l’amicizia perfetta, all’insegna del sostegno e della comprensione. Ci vogliamo credere? Che dire, il documentario ce ne convince abbastanza, anche se risulta poco credibile.
Wham! è un documentario pieno di musica, di aneddoti, di immagini. Di “curiosità” ce ne sono poche: è poco approfondito su temi specifici, ma decisamente esauriente sui fatti e sulla cronologia storica degli Wham!. Un buon punto d'accesso per chi magari vorrà in seguito approfondire.
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