X-Men: Grand Design vol. 1, la recensione
Abbiamo recensito per voi il primo volume di X-Men: Grand Design, opera di Ed Piskor
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.

Si intitola X-Men: Grand Design l’ambizioso progetto di Ed Piskor dedicato alla grande epopea dei Figli dell’Atomo. L’idea iniziale del fumettista indie è tanto semplice quanto spaventosa: condensare in soli sei volumetti da quaranta pagine ben 280 numeri di Uncanny X-Men; un’avventura che parte dalla pionieristica intuizione di Stan Lee e Jack Kirby e arresta la propria corsa alla conclusione del primo acclamato ciclo di storie di Chris Claremont.
Sedetevi comodi, dunque, e godetevi questa incredibile cornucopia di eventi e di personaggi che rinarra le origini di Charles Xavier ed Erik Magnus Lehnsherr, quelle di Scott Summers, Jean Grey e degli altri componenti della primissima squadra di X-Men. Nel rivivere le vicende attraverso le parole dell’Osservatore Uatu – che consegna all’Archivista i suoi ricordi sui mutanti – partecipiamo con gioia alla prima vittoria contro la Confraternita dei Mutanti Malvagi, restiamo affascinati dal viaggio nella Terra Selvaggia o colpiti per l'apparente di morte del Professor X. Davanti ai nostri occhi scorrono sequenze emozionanti, battaglie leggendarie contro avversari sempre nuovi che, di volta in volta, si aggiungono a un affresco di imponente grandezza, sul quale aleggia la presenza oscura della Fenice, divinità di pura energia che vaga attraverso l’universo in cerca del suo prossimo ospite.
Il lavoro di sintesi è notevole e il risultato raggiunto assolutamente lodevole: il progetto di rilettura restituisce in tutto il suo fascino decenni di storie che hanno saputo scaldare il cuore di milioni di lettori. Per il pubblico moderno, inoltre, X-Men: Grand Size è forse la maniera più adatta per appassionarsi alla saga e scoprire lo spirito primigenio alla base delle storie di Lee e Kirby. Seppure nata con uno scopo diverso, inoltre, l’opera di Piskor può assurgere a manifesto programmatico della recente iniziativa editoriale della Casa delle Idee, Legacy.
Ogni tavola è densa di contenuti, sia testuali che grafici, necessari per condensare in poche vignette le tante informazioni. Per quanto verbosa, la lettura scorre fluida complice lo stile ricercato e vintage di Piskor, aspetto accentuato dall’utilizzo di colorazioni classiche con retini e di un effetto ingiallito della carta.
