X-Mickey: Storie da brivido, la recensione
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Quest'ultima ha una vita editoriale abbastanza infelice ed è costretta a chiudere dopo appena 12 numeri, ma la nuova direttrice di Topolino Claretta Muci decide di fare un altro tentativo nel riproporre il loro personaggio simbolo alle nuove generazioni in chiave innovativa.
Nasce così X-Mickey, mensile fantasy-horror nel quale Topolino viaggia nel mondo parallelo dell'impossibile e si trova alle prese con creature sovrannaturali. Al suo fianco il buffo lupo mannaro Pipwolf e una serie di altri bizzarri personaggi tra cui Toppersby, l'anziano proprietario di una bottega del mistero, l'algida Manny e l'invadente postino Marzabar.
Leggendo le prime storie di X-Mickey è evidente che le intenzioni sono quelle di creare un "Topolino - Dylan Dog" impegnato in indagini paranormali. Le storie dell'orrore per bambini sono però decisamente "soft" e nell'inevitabile confronto con le serie che la Disney Italia aveva pubblicato in formato comic-book, X-Mickey risulta meno sperimentale con storie che hanno ben poco di diverso da quanto viene pubblicato regolarmente su Topolino. E quando infatti dopo una trentina di numeri la testata ha chiuso, alcune storie brevi già realizzate sono state dirottate sul settimanale non sfigurando per niente, trovando così una collocazione ideale non minata dalle maggiori aspettative di una pubblicazione più pretenziosa.
Seguendo l'esempio di X-Mickey la Disney negli ultimi anni ha prodotto diverse saghe ambientate in universi narrativi differenti e con un cast di comprimari creato per l'occasione, pubblicate però sempre su Topolino: è il caso di Wizard of Mickey, Ultraheroes, DoubleDuck...
Le storie sono buone, con colpi di scena in pieno stile film horror e spunti narrativi un po' altalenanti; trame sorprendenti e altre invece quasi noiose compongono un albo che, nella sua totalità, rimane comunque una lettura interessante.
Un grande rammarico riguarda la copertina, per la quale è stata realizzata un'illustrazione mediocre da parte di Davide Cesarello; forse non si tratta del miglior biglietto da visita per la serie, soprattutto quando si sarebbe potuta usare una delle suggestive copertine create per la pubblicazione originale.