Zanka Contact, la recensione | Venezia 77
La recensione di Zanka Contact, il film diretto da Ismaël el Iraki presentato nella sezione Orizzonti della 77. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
La storia prende il via a Casablanca dove, a causa di un incidente d'auto, si incontrano l'ex star della musica Larsen Snake (Ahmed Hammoud) e la prostituta Rajae (Khansa Batma). Il musicista è alle prese con debiti, tossicodipendenza e un trauma del passato che ne ha segnato l'intera esistenza, mentre la giovane si trova quasi prigioniera del suo "datore di lavoro" e non si rende conto di possedere un incredibile talento musicale. I due, insieme, potrebbero forse trovare redenzione e un futuro migliore, tuttavia il loro possibile lieto fine sembra impossibile da raggiungere, obbligandoli a una fuga che scatena una scia di morte e violenza.
Le tematiche affrontate non brillano per originalità, tuttavia il cast riesce a convincere. Khansa Batma possiede il giusto mix di sensualità, talento vocale e vulnerabilità, mentre Ahmed Hammoud si immerge senza troppe difficoltà nel ruolo del "rocker maledetto" che non è riuscito a mantenere la fama e popolarità e fa i conti con una hit che lo "tormenta" e i demoni personali che lo fanno scivolare continuamente in tunnel da cui è complicato uscire. Said Bey sa convincere nella parte dell'uomo che tiene incatenata Rajae alla sua attività come prostituta, Mourad Zaoui è uno spietato killer dai comportamenti sopra le righe senza diventare mai una presenza surreale, Fatima Attif ha un piccolo ruolo ma all'insegna di una donna determinata e che non esita a imbracciare il fucile, e Abderrahmane Oubihem porta in scena con il suo Obama un personaggio positivo che, come tale, è destinato a essere vittima di un mondo dove non sembra esserci spazio per la generosità e la speranza.
Zanka Contact sfrutta bene l'elemento musicale e il montaggio di Camille Mouton dà un ritmo incalzante e coinvolgente agli eventi, mentre la fotografia firmata da Benjamin Rufi enfatizza visivamente la durezza delle strade e del deserto attraversati dai protagonisti, oltre a sottolineare la passione e il calore delle sequenze musicali e dei momenti più emozionanti.