Better Call Saul, prequel di Breaking Bad incentrato sulla figura dell’avvocato Saul Goodman, torna sugli schermi della AMC da oggi, 15 febbraio. In Italia lo potremo vedere già il giorno dopo su Netflix (la prima stagione è già disponibile) con un nuovo episodio alla settimana. Ripercorriamo brevemente gli eventi della prima annata.

Le prime disavventure di James McGill

All’ombra di un breve flashforward in bianco e nero ambientato dopo i fatti di Breaking Bad, in cui vediamo Saul nascondersi sotto mentite spoglie in Nebraska, veniamo catapultati nel 2002 ad Albuquerque. Qui ritroviamo un protagonista più giovane, che ancora non utilizza lo pseudonimo che lo ha reso famoso, ma che si fa chiamare – dai suoi pochi clienti – semplicemente James McGill. Lo stato attuale della sua carriera è ben sintetizzato dall’angusto e misero ufficio nel quale riceve le chiamate dei clienti (o almeno dove le chiamate finirebbero qualora ne arrivasse qualcuna). Una piccola speranza di riscatto attraverso un caso importante arriva quando i Kettleman, due coniugi accusati di aver rubato del denaro pubblico, entrano in contatto con James, che vorrebbe convincerli a farsi rappresentare legalmente da lui.

Per riuscire nel suo scopo, James organizza una messinscena assoldando due skater che dovrebbero simulare un incidente in cui l’avvocato entrerebbe in scena in modo provvidenziale. Per una serie di malintesi, i tre finiranno a casa di un’altra persona, una donna anziana che si rivela essere la nonna di Tuco Salamanca. Il criminale, parecchio alterato dalla situazione, porta i tre nel deserto ben deciso a farli fuori, ma le chiacchiere di James, che spiega in qualche modo l’accaduto, riescono a tirarli fuori dai guai. Non va benissimo ai due giovani, che finiscono con le gambe spezzate. Ma i problemi non sono finiti. Nacho, un uomo di Tuco, comprende la situazione e prova a convincere James a rivelargli maggiori dettagli sui Kettleman per rubare a sua volta il denaro della coppia.

James rifiuta, ma, tra il terrore e il senso di colpa, sente di dover fare qualcosa e prova a rintracciare i Kettleman per avvertirli del pericolo. La casa di questi verrà poi ritrovata a soqquadro, senza alcun indizio su dove siano finiti gli occupanti. Nacho viene in seguito arrestato; molti indizi puntano contro di lui, ma l’uomo si dichiara innocente. Lo stesso James poi, dopo aver capito come i Kettleman si fossero in realtà “autosequestrati”, li rintraccia a poche centinaia di metri dal posto, in una tenda dove si erano nascosti con i figli e il denaro oggetto di appropriazione indebita. La coppia finisce per dare una certa somma a James per comprare il suo silenzio. L’avvocato utilizza i soldi per comprare un cartellone pubblicitario, che poi dovrà far rimuovere perché accusato di plagio.

Il passato nascosto di Slippin’ Jimmy e Mike

Plagio nei confronti di chi? Nei confronti di un grosso studio legale, l’HHM, lo stesso nel quale per anni aveva lavorato Chuck, fratello maggiore di Jimmy, e nel quale lo stesso protagonista un giorno sarebbe voluto entrare. A proposito di Chuck, qui bisogna aprire una piccola parentesi. Il fratello maggiore di James, che impareremo a conoscere anche grazie a vari flashback, ha sempre rappresentato un modello di perfezione irraggiungibile per il protagonista, soprattutto quando in giovane età compiva piccole truffe sotto lo pseudonimo di Slippin’ Jimmy. Chuck era una persona molto diversa da quella che oggi James deve accudire: l’uomo è infatti affetto, o forse è solo autosuggestione, da una forma di elettrosensibilità, che lo tiene rinchiuso in casa lontano dalla luce e da apparecchi elettrici, in attesa di poter tornare alla HHM.

Torniamo alla rimozione del cartellone, una situazione che James riesce a ribaltare inscenando con un operaio un finto pericolo in cui passa da eroe, facendosi molta pubblicità e cominciando a ottenere varie proposte. Tra queste c’è quella dei Kettleman, che tornano sui loro passi, lasciano l’HHM (nel quale lavora anche Kim, ex di James) e di fatto lo obbligano a difenderli con la scusa della mazzetta che ha preso. James passa al contrattacco e, grazie all’aiuto di Mike – casellante di un parcheggio con il quale James ha litigato parecchie volte – si riappropria del denaro rubato ponendo fine al possibile ricatto. Ai Kettleman non rimane altro che tornare da Kim. La collaborazione con Mike, almeno per il momento, finisce qui.

Ma l’anziano casellante che abbiamo ben imparato a conoscere in Breaking Bad ha altre faccende da sistemare. Prima di collaborare con James, era stato da questo assistito – in modi non del tutto legali – rispetto ad un sospetto coinvolgimento in un doppio omicidio di poliziotti a Philadelphia. In un flashback, che coincide con il racconto di Mike alla nuora Stacey, scopriamo la verità. Il figlio di Mike, Matt, anche lui poliziotto, era stato ucciso da due colleghi perché voleva denunciare il clima di corruzione dilagante nel dipartimento. Mike si era quindi vendicato uccidendo i due assassini. Oggi Mike integra il lavoro di casellante con altri incarichi, come quello che lo vedrà assistere un uomo di nome Pryce in uno scambio nel quale ritroviamo Nacho.

Il tradimento di Chuck

La parentesi conclusiva della stagione vede James, che passa parecchio tempo nelle case di riposo alla ricerca di nuovi clienti, scoprire una pesante truffa ai danni degli anziani da parte di uno studio legale che gestisce le pensioni. Il caso è molto grande e complesso, e James chiede aiuto al fratello maggiore. Dopo varie difficoltà, e dopo aver chiesto una cifra esagerata (ma l’idea è tutta di Chuck) per non finire in tribunale, i due (e anche qui l’idea è sempre di Chuck) si rivolgono alla HHM.

Arrivati allo studio Chuck viene accolto con grandi applausi. Non è lo stesso per James che, convinto finalmente di aver trovato un percorso per ottenere quel ruolo a cui tanto aspira, si vede chiudere la porta in faccia per l’ennesima volta: la sua sarà solo una consulenza, non diventerà socio come il fratello. In conclusione di puntata la grande rivelazione: ogni volta che, fin da giovane, James si era avvicinato alla Hamlin ed era stato respinto, il fratello era intervenuto per bloccarne la carriera. Forse perché non lo aveva mai ritenuto all’altezza, forse perché al contrario temeva che potesse diventare più bravo di lui, lo ha sempre ostacolato.

James, ormai disilluso, oltre a lasciare a se stesso il fratello dopo averlo accudito per molto tempo, perde qualcosa di quel sogno che lo aveva spinto in avanti fin dall’inizio. Non cerca più quella conferma sociale e quel ruolo importante, vuole solo ottenere risultati. La figura di Saul Goodman inizia a nascere. James torna in contatto con un vecchio amico di bravate di nome Marco, che lo coinvolge in un ultimo colpo, nel corso del quale però muore all’improvviso. Kim in seguito entra in contatto con James, presentandosi con l’offerta di una vita: la possibilità di diventare socio di un importante studio. Ma James non è più quell’uomo. Dopo un ultimo scambio con Mike, si allontana dal tribunale sulle note di Smoke on the Water.