Il Signore degli Anelli: svelati i motivi dell’addio della serie alla Nuova Zelanda

il signore degli anelli produzione
Il Signore degli Anelli: gli Anelli del Potere
ideata da JD Payne, Patrick McKay
Prime Video
La prima stagione dal 2 settembre su Prime Video
Con un lungo videoblog ricco di informazioni e documentazione, il canale youtube FellowshipOfFans è entrato nel dettaglio del trasferimento della produzione della seconda stagione della serie de Il Signore degli Anelli dalla Nuova Zelanda al Regno Unito, svelando quelle che potrebbero essere le vere ragioni dell’addio improvviso di Amazon Studios a quella che da vent’anni è considerata la casa della Terra-Di-Mezzo.

Consideriamo gli autori del videoblog piuttosto affidabili: nell’ultimo anno hanno svelato diversi retroscena interessanti, e qualche settimana fa avevano rivelato che erano in corso riprese aggiuntive della prima stagione agli studi Pinewood di Londra (informazione confermata anche da una agenzia di talent locale). Una notizia che all’epoca aveva colpito molto, ma che ora assume ancor più significato (peraltro sembra che tali riprese aggiuntive fossero in corso da maggio).

Nel video ci si addentra in questioni legali e contrattuali, e si precisa che è sempre stato nell’interesse sia di Amazon che del governo Neozelandese il realizzare cinque stagioni della serie nel paese, approfittando non solo del 20% di sgravi fiscali previsto per tutte le grandi produzioni internazionali, ma anche di un ulteriore 5% assicurato alle produzioni che rimanessero per più anni nel paese. Parliamo di centinaia di milioni di dollari pagati dai contribuenti neozelandesi, sussidi verso l’industria audiovisiva che da diversi anni il governo Neozelandese ritiene fondamentali per far crescere anche altri settori come il turismo (e che l’opposizione ha spesso criticato). Anche la produzione dei sequel di Avatar, per esempio sta approfittando di questo 20+5% di sgravi.

Il 5% aggiuntivo di sgravi è regolato da due protocolli d’intesa mostrati nel videoblog: uno da ridiscutere per ciascuna stagione e uno relativo alla serie.

A quanto pare, il piano pre-pandemia per la serie era di girare la prima e la seconda stagione in un’unica soluzione. Purtroppo, il lockdown dell’anno scorso ha interrotto le riprese e ha costretto Amazon a ripensare ai propri piani, e alla fine del 2020 sono partite nuove trattative con il Governo Neozelandese. I due motivi che, secondo il videoblog, hanno spinto Amazon a lasciare la Nuova Zelanda sono i seguenti:

  • La lentezza con cui la Nuova Zelanda sta vaccinando la popolazione (e quindi anche la troupe locale). Nelle ultime settimane il governo ha annunciato che intende vaccinare l’intera popolazione entro la fine dell’anno, ma per Amazon a quanto pare è troppo tardi. Nonostante la Nuova Zelanda abbia avuto contagi molto bassi e un numero ridottissimo di decessi, Amazon ha investito moltissimo nelle misure sanitarie di prevenzione, e questo ha reso impossibile girare le due stagioni senza soluzione di continuità perché ha fatto lievitare i costi. A quanto pare, per Amazon mantenere il ritmo di produzione adatto a realizzare le stagioni nei tempi previsti è troppo costoso e logisticamente complicato in uno scenario in cui la Nuova Zelanda non ha un alto tasso di vaccinazione e mantiene quindi tutta una serie di misure di sicurezza. Paradossalmente, nel 2020 l’isolamento del paese ha reso le riprese della prima stagione dopo il primo lockdown relativamente tranquille, senza alcuna interruzione. Ma ora il paese ha perso il vantaggio competitivo su questo fronte, visto che nel Regno Unito la maggior parte delle persone è vaccinata (e per questo il governo ha allentato molte restrizioni anche sul fronte della sicurezza). Nel videoblog si sottolinea come i 14 giorni di quarantena, i numerosi lockdown e la distanza della troupe e del cast dalle famiglie siano state delle ragioni marginali, mentre quella dei vaccini sia una delle due ragioni principali per l’addio alla Nuova Zelanda.
  • L’indagine effettuata da un ente di controllo del governo sul set della prima stagione. Il videoblog non entra nel dettaglio, per motivi legali, sul tipo di indagine, anche se qualche mese fa si era accennato a controversie sulla sicurezza delle controfigure. Non è chiaro se l’indagine sia ancora in corso, ma i risultati verranno comunicati prossimamente, e quanto pare avrebbe frustrato enormemente Amazon, tanto da contribuire alla decisione di lasciare la Nuova Zelanda. Controlli di questo tipo sono di routine per produzioni così grandi, e non hanno certo come scopo quello di dissuadere le produzioni a lavorare nel paese, quindi è comprensibile come ci sia una certa perplessità in ambienti governativi sulla reazione del colosso. Sarebbe stata l’indagine, in particolare, a impedire ad Amazon di rinegoziare il nuovo protocollo d’intesa per la seconda stagione: il videoblog spiega che vi sarebbero state delle discussioni, ma che non sarebbero andate a buon fine.

Quanto al protocollo d’intesa, nei documenti diffusi dal videoblog si legge chiaramente che Amazon si impegna a comunicare l’eventuale spostamento in altre location con un anno di anticipo rispetto a qualsiasi annuncio a riguardo, pena la cancellazione del 5% di sgravio fiscale aggiuntivo. Inoltre, entrambe le parti si impegnano ad agire in buona fede e a non fare “sorprese”, pena sempre la cancellazione dello sgravio.

Varie fonti hanno segnalato come la troupe della serie de Il Signore degli Anelli abbia scoperto dell’addio alla Nuova Zelanda 20 minuti prima dell’annuncio ufficiale (molti impiegati erano assolutamente convinti che sarebbero tornati al lavoro nella seconda stagione, al più tardi tra qualche mese). Il governo Neozelandese, invece, lo ha saputo qualche ora prima. Questo è ben diverso dai 12 mesi previsti dal protocollo d’intesa, e non è neanche vicino a un (eventualmente comprensibile) preavviso di qualche mese.

Curiosamente, nel comunicato ufficiale Amazon annuncia di aver deciso di rinunciare allo sgravio del 5%, ma la realtà dei fatti è che non vi ha rinunciato: non potrà averlo perché non ha rispettato il protocollo d’intesa.

Altrettanto curiosamente, a fine luglio Amazon aveva comunicato la fine delle riprese della prima stagione in Nuova Zelanda (e anche agli studi Pinewood di Londra, dove si erano recati alcuni membri del cast rientrati nel Regno Unito), pubblicando un lungo thread su Twitter in cui elogiava la troupe locale, gli splendidi paesaggi neozelandesi e il governo. Nessuno avrebbe pensato che dopo tutti questi complimenti, la produzione avrebbe fatto i bagagli.

Per quanto riguarda le riprese nel Regno Unito, il comunicato di Amazon afferma che la pre-produzione inizierà il 1 gennaio 2022 e le riprese inizieranno nei mesi successivi. Non viene menzionata la location, ma prima dell’inizio della produzione in Nuova Zelanda si era parlato di trattative avanzate con un complesso di teatri di posa in Scozia che potrebbe essere effettivamente coinvolto per le prossime stagioni. Nei prossimi mesi scopriremo di più…

La prima stagione della serie debutterà, come annunciato pochi giorni fa, su Prime Video il 2 settembre 2022.

La sinossi ufficiale della serie:

La nuova serie di Amazon Studios porta sullo schermo per la primissima volta le eroiche leggende della mitica Seconda Era della storia della Terra-di-Mezzo. Questo epico dramma è ambientato migliaia di anni prima degli eventi de Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli di JRR Tolkien, e riporterà gli spettatori in un’era nella quale vennero forgiati grandi poteri, regni raggiunsero la gloria e caddero in rovina, improbabili eroi vennero messi alla prova, la speranza era appesa al più sottile dei fili, e il più grande villain che sia mai scaturito dalla penna di Tolkien minacciò di avvolgere tutto il mondo nell’oscurità.

Cominciando in un’epoca di relativa pace, la serie segue un cast corale di personaggi, sia nuovi che familiari, verso il confronto con il ritorno a lungo temuto del male nella Terra-di-Mezzo. Dalle oscure profondità delle Montagne Nebbiose, alle maestose foreste della capitale degli elfi di Lindon, all’isola mozzafiato del regno di Númenor, ai confini più remoti della mappa, questi regni e questi personaggi lasceranno delle eredità che sopravviveranno a lungo dopo la loro scomparsa.

Figurano nel cast Robert Aramayo (il giovane Ned Stark in Game of Thrones), Owain Arthur, Nazanin Boniadi, Morfydd Clark, Ismael Cruz Cordova, Ema Horvath, Markella Kavenagh, Joseph Mawle (Benjen Stark in Game of Thrones), Tyro Emuh, Sophia Nomvete, Megan Richards, Dylan Smith, Charlie Vickers, Daniel Weyman.

Fanno parte del cast anche: Cynthia Addai-Robinson, Maxim Baldry, Ian Blackburn, Kip Chapman, Anthony Crum, Maxine Cunliffe, Trystan Gravelle, Sir Lenny Henry, Thusitha Jayasundera, Fabian McCallum, Simon Merrells, Geoff Morrell, Peter Mullan, Lloyd Owen, Augustus Prew, Peter Tait, Alex Tarrant, Leon Wadham, Benjamin Walker e Sara Zwangobani.

La serie è guidata dagli showrunner ed executive producer J.D. Payne e Patrick McKay, insieme con il regista J.A. Bayona che dirigerà i primi due episodi e sarà anche executive producer al fianco della sua partner creativa Belén Atienza; gli altri executive producer sono Lindsey Weber, Wayne Che Yip, Bruce Richmond, Callum Greene, Gennifer Hutchison, Jason Cahill, Justin Doble e Sharon Tal Yguado.

Nel team vi sono poi la costumista Kate Hawley, lo scenografo Rick Heinrichs, il supervisore degli effetti visivi Jason Smith e l’illustratore e concept artist John Howe.

Che ne pensate della reazione di Elijah Wood all’addio della serie Il Signore degli Anelli alla Nuova Zelanda?

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